Seconda asta, Postalmarket «in saldo»

16/01/2003


MILANO




Giovedì 16 gennaio 2003

Prezzo ribassato del 20 per cento, soltanto un mese di tempo per le offerte

Seconda asta, Postalmarket
«in saldo»

      PESCHIERA BORROMEO – Trentacinque milioni di euro, sette in meno rispetto a tre mesi fa. Tanto costa oggi la Postalmarket, l’azienda di vendita per corrispondenza in amministrazione straordinaria da quasi due anni, con 480 dei 580 lavoratori in cassa integrazione da novembre e uno «zoccolo duro» di clientela che, nonostante la profonda crisi, continua a garantire quasi 2000 ordini al mese. Da ieri la fabbrica è di nuovo sul mercato, dopo che è andato a vuoto il primo bando sottoscritto dai commissari straordinari Mario Santaroni, Elio Blasio e Nicola Stock. Il prezzo di vendita è stato ribassato di poco meno del 20% sulla richiesta iniziale: dai 42 milioni di euro di ottobre (quando si aprì il primo bando) si è passati agli attuali 35.
      Inoltre, per presentare le offerte c’è tempo soltanto 30 giorni, contro i 60 di tre mesi fa. «Il termine per il nuovo bando di vendita – dice Giuseppe Tognacca, della Cisl – scade il 15 febbraio. Il 28 finisce il periodo di cassa integrazione. I tempi sono quindi strettissimi. E, per di più, incombe un articolo della Finanziaria: sempre a fine febbraio scadranno infatti gli incarichi degli amministratori straordinari per le aziende in gestione controllata e, al loro posto, verranno nominati commissari liquidatori».
      Una prospettiva che fa crescere i timori tra i dipendenti, da lunedì riuniti in assemblea permanente.
      I vertici della Postalmarket gettano però acqua sul fuoco. «L’azienda non è toccata dalle nuove disposizioni della Finanziaria – sostiene Mario Azzini, direttore del Personale -. La Postalmarket tecnicamente è in "condizione di cessione" e non in fase di liquidazione. Quindi l’incarico dei commissari non è a termine. L’azienda può continuare la propria attività: occorre trovare un imprenditore credibile e tutti siamo impegnati a raggiungere questo obiettivo».
      Le rassicurazioni della dirigenza, però, non convincono più di tanto i lavoratori. «La situazione critica – racconta Luciano di Giorgi, delegato delle Rsu – si trascina ormai da troppo tempo per non influire sull’umore dei dipendenti. Le perplessità sono tante. Viene addirittura da pensare che si stia giocando al ribasso. Perciò abbiamo chiesto alla Prefettura di seguire con attenzione quest’ultima fase di vendita».Lavoratori e sindacati chiedono inoltre il sostegno di Regione, Provincia e Comuni per avviare al più presto un «piano di emergenza» che preveda l’accompagnamento alla pensione (sono circa 80 i dipendenti vicini all’età pensionabile), la formazione professionale e il ricollocamento.
Barbara Sanaldi


Cronaca di Milano