Se l’Unipol non prende Bnl dove li mette tutti quei soldi?

12/12/2005
    giovedì 8 dicembre 2005

      Pagina 12 Economia & Lavoro

      La Borsa s’interroga: se l’Unipol non prende Bnl dove li mette tutti quei soldi?

        Il titolo della società di assicurazione sulle montagne russe per le contrastanti valutazioni sulle possibili conclusioni della scalata alla banca di Abete

          Dalla depressione all’euforia e ritorno. In Borsa Unipol perde l’1,2% circa dopo che il titolo era stato a lungo uno dei più scambiati e comprati durante l’arco di tutta la giornata.

            Paradossalmente il mercato si era convinto che le inchieste di Milano su Antonveneta e quella romana su Bnl non potevano fare altro che bene alla compagnia assicurativa di Bologna. Questo perché, nell’ipotesi di un mancato via libera della Banca d’Italia all’offerta di pubblico acquisto su Bnl, in seguito all’inchiesta della magistratura, la compagnia si ritroverebbe fortemente liquida e sottovalutata tra le società assicurative (5 miliardi). Per questo Unipol è stata premiata. Questo fino al primo pomeriggio. Quando sono cominciate a circolare altre voci.

              La cronaca di una giornata tra alti e bassi inizia con un ribasso del 3,3%, in seguito alle notizie riportate dalla stampa che vedevano indagati i vertici della compagnia. Ma già dalle 10,30 il titolo comincia a migliorare segnando un lieve rialzo dello 0,38% a 2,39 euro. Intensi i volumi con 4,4 milioni circa di pezzi trattatati poco sotto la media di una intera seduta. Bpi alla stessa ora segnava un calo di circa il 2%.

                Prima dell’inversione di tendenza un trader ha spiegato così il ribasso. «Si tratta certamente di notizie che penalizzano il titolo e anche perché gettano timori su ritardi e ulteriori difficoltà per il via libera della Banca d’Italia sull’Opa di Unipol alla Bnl».

                  Poi quando il titolo ha cominciato a salire, altri operatori hanno spiegato che «le inchieste della magistratura non hanno niente a che fare con la valorizzazione della società», a cui, invece, guarda il mercato. In particolare, poi, nelle sale operative «gli unici timori riguardano un possibile blocco dell’operazione da parte di Bankitalia». Secondo gli operatori, però, Palazzo Koch nel suo giudizio «non si farà certo influenzare da un’inchiesta che riguarda invece una vicenda esterna alla scalata della Bnl», relativa al tentativo di scalata della Banca Antonveneta condotto da Gianpiero Fiorani, l’ex numero uno di Popolare Italiana.

                    Diversa la visione degli analisti assicurativi. Per questi a guidare gli acquisti sul titolo è stata la prospettiva che le nuove accuse sul vertice di Unipol avrebbero potuto indurre la Banca d’Italia a non dare l’autorizzazione per l’opa su Bnl. «Se ciò avvenisse – ha scritto in una nota Jc Associati – l’impatto sulla società potrebbe essere positivo, in quanto il mercato ricomincerebbe a puntare sul Bilbao per Bnl e Unipol si troverebbe ipercapitalizzata e con un core business in miglioramento e sottovalutato rispetto ai concorrenti».

                      Anche per Intermonte «se l’acquisizione di Bnl dovesse fallire, Unipol risulterebbe sottovalutata alla luce del recente aumento di capitale». La sim milanese, comunque, non ha escluso che un’eventuale stop all’operazione sulla banca romana possa avere un impatto negativo sul titolo.

                        Su quest’idea il titolo ha corso per tutto il pomeriggio. Poi di nuovo la discesa che lo ha accompagnato fino alla fine della giornata. Forse per colpa della nota del gruppo bolognese che comunicava di non aver ricevuto «nessuna comunicazione di avvisi o di indagini». Sulla tenuta del titolo qualcosa di più se ne dovrebbe sapere oggi.