Se l´occupazione cresce è merito degli immigrati

06/10/2003

sabato 4 ottobre 2003

Pagina 27 – Economia
IL CASO
L´Eurispes: nel secondo semestre 2003 i nuovi posti coincidono con le regolarizzazioni

Se l´occupazione cresce è merito degli immigrati
          Gli assunti registrati ufficialmente sono aumentati di 231 mila unità
          L´Istat: opinabile che la crescita sia frutto dell´emersione del lavoro nero

          ELENA POLIDORI

          ROMA – Ed ora al lavoro ci sono-ci sarebbero – i "fantasmi". Proprio così: 231 mila occupati-ombra, spettri che vanno a gonfiare le statistiche ufficiali sull´occupazione. Possibile? L´Eurispes giura di sì e, in polemica con l´Istat, diffonde una nota in cui sostiene che questi 231 mila signori e signore che avrebbero fatto aumentare il numero degli occupati a luglio altri non sono che "immigrati regolarizzati", gente che un tempo viveva nel magma buio del sommerso e che ora, grazie alla legge Bossi-Fini, è uscita dall´ombra. «Basta guardare il dato sulle regolarizzazioni dell´ultimo anno: 259 mila. E´ sorprendentemente vicino o addirittura sovrapponibile a quello dei nuovi posti di lavoro immaginati dall´Istat», accusa il presidente Eurispes, Gian Maria Fara.
          Segue una lunga, dettagliata analisi sull´indagine campionaria effettuata dall´istituto di statistica, le stime delle prefetture, le domande presentate dagli extracomunitari. Ma c´è anche un´osservazione, per così dire, macroeconomica: visto che il Pil diminuisce, la produzione industriale è in calo, gli ordinativi delle imprese flettono, gli investimenti diminuiscono e i consumi rallentano «in un siffatto scenario non è logicamente possibile che l´occupazione si accresca».
          In verità, già la scorsa settimana, quando il dato Istat è venuto fuori per la prima volta, mentre il ministro Maroni parlava di stime "confortanti" e "molto positive", sindacati e imprese hanno subito espresso le loro perplessità. I primi perché, in termini destagionalizzati, l´occupazione si era mantenuta sostanzialmente stabile rispetto ad aprile e questa "stasi" era giudicata foriera di guai. I secondi perché ormai il rallentamento dell´economia cominciava a riflettersi anche sull´occupazione che infatti mostrava "una battuta d´arresto tra aprile e luglio". Ora è scattata la polemica politica: "Dati fantasma", accusa l´onorevole Pino Sgobio (Pdci); «l´Istat ci prende in giro», gli fa eco Mario Segni (Il Patto); «dà i numeri», sostiene il portavoce dell´Udeur Sandro De Franciscis. Ma di fronte alle accuse l´istituto replica che sì, certo, quella dei lavoratori fantasmi è «una interpretazione» ma è «opinabile». «A noi non convince l´equazione tra il numero degli ex irregolari e quello dell´incremento degli occupati», replica Saverio Gazzelloni, il responsabile dell´indagine forza-lavoro che pubblica i dati sull´occupazione. «E´ vero che c´è stato un rallentamento della crescita occupazionale ma è anche vero che quei 231 posti in più esistono sul serio». Anche in questo caso, come per l´Eurispes, segue una lunga spiegazione tecnica per dire che, magari lì in mezzo ci sono pure ex lavoratori in nero, ma è impossibile che siano tutte persone di questo tipo perché la loro registrazione nelle liste anagrafiche, indispensabile per i rilievi, è "lenta e tardiva". Inoltre, vi sarebbero studi che dimostrano che l´occupazione può anche aumentare in assenza di una crescita sostenuta specie nei servizi "dove bassa è la produttività": «Qui si crea tanto lavoro ma poco di questo va a pesare sul pil». In pratica, c´è ma non si vede.
          Ora, senza entrare troppo nelle tecnicalities e neppure nelle metodologie di rilevazione, resta il dubbio su chi siano effettivamente questi 231 mila occupati in più, se "fantasmi" o lavoratori in carne ed ossa.