Se il Cinese prende esempio dal Cavaliere – di Filippo Ceccarelli

16/09/2002


              Pro Memoria
              di Filippo Ceccarelli
              (Del 16/9/2002 Sezione: interni Pag. 5)
              Se il Cinese prende esempio dal Cavaliere

              APPARENZE della politica e smascheramenti dell’antropologia: ovvero come spiegare la discesa in campo di Cofferati secondo gli schemi di Arnold Van Gennep (1873-1957), caposcuola delle scienze sociali francesi e fondatore della teoria dei «riti di passaggio». Perché è ormai chiaro il passaggio – appunto – del Cinese dal sindacato alla politica. Ma tale itinerario, come chiarito dallo stesso Cofferati alla festa dell’Unità, richiede una «cesura netta», cioè una sosta provvisoria, uno stadio intermedio di riflessione dinanzi alle porte della politica. Come dire che nei programmi dell’aspirante leader è previsto un passaggio né breve né lungo alla Pirelli, che egli abbandonò 26 anni or sono. Da questo punto di vista, appare trascurabile, pur con tutta la cortesia del caso, l’impegno assunto a suo tempo dal presidente di quell’azienda, Marco Tronchetti Provera, per assicurare a Cofferati «un collocamento adeguato alla sua professionalità». Così come lascia il tempo che trova l´invito dello striscione inalberato l’altro giorno dalla folla plaudente: «Cofferati, la Pirelli potrà fare a meno di te!». Difficilmente la Pirelli si ridurrà infatti a quel «siparietto» di cui ha parlato il ministro Gasparri. Ora, può risultare fuori luogo coinvolgere Van Gennep nel teatrino politico italiano. E tuttavia, studiando matrimoni e funerali, feste e circoncisioni, iniziazioni e cerimonie connesse al comando nei popoli più lontani, già all’inizio del secolo scorso questo studioso era arrivato alla conclusione che ogni vicenda sociale tende inesorabilmente a organizzarsi in una sequenza di tappe, rispondendo a un ordine che prevede il momento della «separazione», poi quello del «margine» e quello infine della «aggregazione». Bene. Come da manuale, è da tempo che Cofferati si sta «separando» dal suo ruolo nella Cgil: il congresso d’addio, le lacrime, il passaggio delle consegne a Epifani, la cerimonia del 21 al Palazzetto dello sport. Allo stesso modo, in vista del futuro, ha già cominciato ad «aggregare» attorno a sé consensi esterni al suo mondo d´origine, oltre alle aspettative di chi con sempre maggior passione lo invoca a forzare i tempi e a prendere le redini della sinistra. Ma lui ancora non può, o meglio: non gli conviene.
              Un tempo la legittimità al comando si conquistava per predestinazione o a piccoli passi continui. A Cofferati, invece, conviene ora di restare sul limite, sulla soglia, sul margine: impiegato alla Pirelli. Proprio in quanto tale ha dalla sua la possibilità di consolidare il mutato status preparandosi al nuovo; e allo stesso tempo sfugge alle classificazioni, governa l’attesa e disorienta i suoi troppi concorrenti (Rutelli, D’Alema, Fassino, forse anche Prodi). Attenzione, ha notato con una certa acutezza un avversario, il portavoce di Forza Italia Sandro Bondi, «Cofferati sta studiando e copiando la discesa in campo di Berlusconi. Per lui il ritorno alla Pirelli non sarà un fatto di coerenza, ma una scelta di grande risonanza mediatica». Forse anche qualcosa di più, se si considera che i continuatori di Van Gennep ritengono che chi si trova sospeso, nella seconda fase del rito di passaggio, acquista un tipo di potere indefinibile e perciò inattaccabile. A suo tempo (tra il 1993 e il 1994) Berlusconi ha sperimentato con successo questa condizione. La discesa in campo fu preparata da un virtuosismo d’incertezze tanto spontanee quanto artificiali: «Ci sto pensando», «Non lo credo affatto», «Berrò l’amaro calice», «Ho detto no, devo ripeterlo ancora?», «Sto tessendo la tela», «Un partito? Mai». Certo lui non doveva andare a lavorare alla Pirelli. Ma se le condizioni sociali delle leadership sono diverse, è anche vero che l’antropologia, specie di questi tempi di ritorno al futuro, valgono per tutti e quasi allo stesso modo.
              Filippo Ceccarelli