«Se c’è la colf, vietato fumare in casa»

12/01/2005

    Mercoledì 12 Gennaio 2005

    A MONTECITORIO RICHIAMATI DUE PARLAMENTARI DELL’UDEUR
    «Se c’è la colf, vietato fumare in casa»
    Guariniello: in questo caso l’abitazione è un posto di lavoro

      ROMA
      Le sigarette, a rigor di logica, dovrebbero essere vietate anche a casa propria, se si è in presenza di collaboratori domestici: anche loro devono essere tutelati dal fumo passivo, come gli altri lavoratori dipendenti. Lo sostiene il procuratore aggiunto di Torino Raffaele Guariniello, sulla base della circolare del ministero della Salute sull’attuazione dei divieti previsti dalla legge a tutela dei non fumatori.

      La circolare, ricorda Guariniello, precisa che «il divieto di fumare trova applicazione non solo nei luoghi di lavoro pubblici, ma anche in tutti quelli privati, che siano aperti al pubblico o a utenti». E utenti sono «gli stessi lavoratori dipendenti». Ma la circolare, poi, consentendo di fumare a casa propria «non tiene conto – spiega il magistrato – che anche un’abitazione privata può diventare un luogo di lavoro: un locale privato frequentato da utenti che, secondo la circolare, sono anche i lavoratori, in questo caso i collaboratori domestici o gli addetti ai servizi socio-sanitari assistenziali. Anche loro andrebbero tutelati come gli altri lavoratori e, a rigor di logica, si dovrebbe applicare il divieto di fumo». Del resto, prosegue Guariniello, «la Corte di Cassazione ha già sottolineato in più sentenze che un’abitazione privata può essere considerata un luogo di lavoro».

      Nessun dubbio invece per Montecitorio, dove due parlamentari dell’Udeur sono stati i primi a non rispettare il divieto all’indomani dell’entrata in vigore della legge. I «colpevoli» sono i capigruppo di Camera e Senato, Nuccio Cusumano e Mauro Fabris. Colti in flagrante, con la sigaretta in bocca, si sono giustificati: «È stato solo per distrazione. L’avevamo dimenticato…». E a conforto di queste parole, Cusumano ha subito spento la sigaretta, lasciandola a metà.

      Fabris ha preferito, invece, andare fuori, nel cortile, destinazione obbligata per tutti i fumatori, e finire così la sua «bionda». Ha così costretto, tra l’altro, altri colleghi di partito ad andare con lui, nonostante il freddo, per continuare la discussione politica in corso.

      A Montecitorio, ancora semideserto dopo le festività natalizie – anche perché l’aula tornerà a riunirsi solo la prossima settimana – finora i più ligi alla normativa anti-fumo sono i giornalisti, che da ieri, diligentemente, pur di fumare sfidano il freddo e vanno in cortile. Al Senato, intanto, si sta pensando di attrezzare a fumoir una sala dell’ex biblioteca. Il salone, tra i cinquanta e i sessanta metri quadrati, oltre ad avere il gran pregio di essere a ridosso dell’Aula è anche fornito di ampie finestre che danno su un cortile interno che potrebbero «aiutare» gli aspiratori a pulire l’aria.

        Ieri notte è arrivato anche il primo episodio di intolleranza, a Bologna, dove il gestore di una pizzeria è stato minacciato con una pistola da un cliente, cittadino del Bangladesh, che aveva invitato a spegnere la sigaretta.