Scuole belle, il 19 novembre al MIUR la manifestazione degli ex Lsu e degli Appalti Storici addetti ai servizi di pulizia e ausiliariato

16/11/2018
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Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltrasporti: «Il Miur convochi il tavolo previsto dalle intese governative, urgente assicurare stabilita’ occupazionale e del reddito».

Rimane alto il pressing dei sindacati nella vertenza dei 16mila addetti ex Lsu e dei cosiddetti Appalti Storici addetti ai servizi di pulizia, ausiliariato e decoro nelle scuole italiane che prenderanno parte il 19 novembre a Roma alla manifestazione promossa da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltrasporti davanti la sede del ministero dell’Istruzione in Piazza Bernardino da Feltre.

Le tre sigle sindacali, dopo una valutazione necessaria sugli elementi di criticità sollevati dalla Commissione di Garanzia, hanno ritenuto opportuno sospendere temporaneamente lo sciopero già indetto, per riprogrammarlo alla luce dell’esito della manifestazione del 19 novembre 2018.

L’iniziativa sindacale è stata indetta per la mancata convocazione del tavolo politico previsto dalle intese governative e sul quale il ministero dell’Istruzione aveva confermato la disponibilità in occasione della manifestazione nazionale promossa dai sindacati a Roma lo scorso 11 settembre. Il dicastero si era impegnato ad avviare entro tre settimane un confronto specifico finalizzato ad individuare le soluzioni da adottare per la stabilizzazione dei 16mila lavoratori coinvolti, tra cui l’ipotesi della internalizzazione del servizio annunciata da esponenti del Governo ed oggetto della risoluzione approvata nelle scorse settimane in Commissione Cultura impegnando l’Esecutivo a stabilizzare i suddetti lavoratori precari che hanno prestato servizio nel settore.

Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltrasporti ritengono non più rinviabile l’incontro con la compagine governativa per avviare il confronto sul futuro delle lavoratrici e dei lavoratori del settore, con la previsione di risposte certe per tutti i 16mila addetti che da oltre 20 anni vivono in uno stato di precarietà e in molti casi sottoposti al ritardo o al mancato pagamento dei salari già ai limiti della sostenibilità. Le organizzazioni sindacali auspicano che «l’annunciato processo di internalizzazione sia effettivamente attivato, ma dovrà inderogabilmente coinvolgere tutti i 16mila addetti, non uno di meno». «Se non giungeranno risposte soddisfacenti a seguito della manifestazione del prossimo 19 novembre – concludono le tre sigle – verranno messe in campo nuove e più importanti iniziative per ottenere le risposte dovute alle lavoratrici e ai lavoratori che all’oggi hanno solo una certezza: a giugno 2019 termineranno i contratti di appalto».