Scuola, pulitori in sciopero contro i licenziamenti

28/11/2002


28 novembre 2002

Il governo non rifinanzia gli appalti, 16mila ex Lsu a rischio

Scuola, pulitori in sciopero contro i licenziamenti
Beatrice Macchia
La mobilitazione del mondo del lavoro attraversa di nuovo Roma. Dopo la manifestazione degli operai della
Fiat di martedì scorso, sono scesi in piazza i lavoratori ex-lsu delle cooperative di pulizia delle scuole, che
hanno incrociato le braccia in tutta Italia per protestare contro la decisione del governo di non stanziare neanche
un euro nella legge Finanziaria per rifinanziare gli appalti. Una scelta gravissima, che provocherà 16mila licenziamenti,
l’85% dei quali concentrati al Sud, senza cassa integrazione né mobilità. La giornata è stata segnata da molteplici
iniziative organizzate dai diversi sindacati (Cgil, Cisl, Uil e S. in. Cobas). In particolare, circa duemila Lsu della
Campania hanno dato vita a blocchi stradali, proseguiti anche nel pomeriggio, davanti al ministero dell’Istruzione.
Non sono mancati i momenti di tensione, con qualche cassonetto incendiato, bottiglie rotte per la strada e traffico
bloccato in viale Trastevere. La lotta sembra tuttavia aver prodotto risultati: in serata esponenti del ministero hanno
comunicato alla delegazione sindacale che sarebbe stato individuato il modo per reperire i fondi fino al 2006.
La praticabilità dell’accordo raggiunto verrà verificata tecnicamente in un incontro al ministero del Lavoro il 3
dicembre e successivamente a palazzo Chigi il 10 dicembre.
In precedenza 300 lavoratrici ex-Lsu Ata organizzate dal S. in. Cobas erano sbarcate alle 10 del mattino alla
metropolitana di Piazza di Spagna, mentre i loro colleghi calabresi occupavano per protesta il comune di
Rossano Calabro, e avevano attraversato in corteo il centro di Roma verso Palazzo Madama, dove la manovra
di bilancio è attualmente in discussione. Armate "con orgoglio" degli strumenti del loro lavoro, scopettoni e
grembiuli d’ordinanza, le pulitrici sono state ricevute da una delegazione composta dai senatori Malabarba (Prc),
Battaglia (Ds) e Ripamonti (Verdi), che hanno firmato emendamenti alla manovra 2003 per garantire il
riconoscimento del lavoro svolto all’interno delle scuole come personale Ata (Amministrativi, Tecnici e Ausiliari)
e i fondi per proseguire le attività, mentre i partiti della maggioranza, che pure si erano detti disponibili, hanno
disertato l’incontro.
«Il problema coinvolge 16mila lavoratori e lavoratrici prevalentemente del Sud Italia», spiega Nadia Ciardiello,
Rsa S. in. Cobas. «Siamo già vittime della terziarizzazione, e della falsa ricollocazione degli Lsu nelle cooperative,
che pure non volevamo – prosegue Nadia -, ed ora questa manovra prevede anche che i singoli dirigenti scolastici
possano rinunciare a quote di organico per esternalizzare i servizi. Gli appalti scadono nel 2006, ma non essendoci
più soldi di fatto siamo già in mezzo a una strada».
I lavoratori e le lavoratrici chiedono, quindi – e questo prevedono gli emendamenti presentati – di stanziare i fondi
necessari per la copertura economica degli appalti (circa 570 miliardi delle vecchie lire per il 2003), e l’assunzione
diretta nell’amministrazione scolastica per la quale hanno lavorato, senza contributi, per oltre sette anni. «Si deve
agire rapidamente, con assunzioni a tempo indeterminato – dichiara Titti De Simone, capogruppo di Rifondazione
comunista in commissione cultura alla Camera -. La Finanziaria deve essere un primo banco di prova per l’inversione
di tendenza rispetto alla politica di esternalizzazione che finora ha portato solo danni».
«A casa non ci torneremo», grida Paolo Iafrate dal megafono «difendiamo insieme l’interesse collettivo a buoni
servizi pubblici e il diritto dei lavoratori a un’occupazione stabile e dignitosa. Siamo pronti a barricarci nelle scuole e
a passarci il Natale, insieme ai nostri figli». La lotta continua e già si annunciano nuove iniziative per il 9 dicembre,
quando la legge Finanziaria arriverà in aula al Senato. Ma già il 6 dicembre gli ex Lsu saranno di nuovo in piazza a
Roma insieme a RdB Cub e Confederazione Cobas