Scuola, pulitori e tecnici in sciopero

26/11/2002



 
   
26 Novembre 2002
ECONOMIA






 
Scuola, pulitori e tecnici in sciopero
Domani lo stop degli ex Lsu. La finanziaria non copre i contratti, 16 mila rischiano il posto
Eternamente precari gli ex Lsu sono oggi legati agli appalti o co.co.co nelle segreterie. La Cgil: «Il governo li rende di nuovo disoccupati, non hanno neppure gli ammortizzatori sociali»


ANTONIO SCIOTTO


Mondo della scuola in subbuglio a causa dei tagli selvaggi del governo: la finanziaria se la prende con ausiliari, bidelli e tecnici, e a vedersela male saranno nei prossimi mesi circa 30 mila lavoratori. C’è innanzitutto un taglio «interno» degli organici: via il 6% degli ausiliari, ovvero 13 mila bidelli precari che non verranno assunti nel prossimo triennio, e che si aggiungono ai 32 mila già «sacrificati» negli anni scorsi. Secondo l’esecutivo, è tutto lavoro che sarà affidato in appalto. Ipotesi quantomeno «schizofrenica»: lo stesso governo sta infatti negando la copertura di spesa per i contratti di 15 mila pulitori ex Lsu, oggi dipendenti di ditte appaltatrici e dal prossimo primo gennaio potenzialmente senza lavoro. A questi si aggiungono oltre mille co.co.co che svolgono mansioni amministrative, anch’essi a rischio. «Gli Lsu erano stati stabilizzati nel 2000, con un contratto a tempo indeterminato e una convenzione ministeriale con 4 consorzi di impresa che li assicurava fino al 2005», spiega Carmelo Romeo, segretario nazionale Filcams Cgil. «Bisogna però finanziare questo accordo anno per anno, cosa che per il 2003 il governo non sembra intenzionato a fare. Ci vorrebbero 260 milioni di euro, ma di questi soldi nella finanziaria non c’è traccia. Rischiano così il posto 15.067 lavoratori, peraltro privi di ammortizzatori sociali. Le imprese hanno già cominciato a spedire le lettere di licenziamento».

Una categoria, quella degli ex Lsu, che non ha mai pace. «Da lavoratori socialmente utili guadagnavano 800 mila lire al mese – continua Romeo – Oggi hanno un contratto delle pulizie e prendono 1 milione e 200 mila lire, con un orario di 30 ore settimanali. Sono entrati a pieno titolo nel circuito produttivo, ma il governo con questa decisione li farà ripiombare nella disoccupazione, lasciando senza uno stipendio migliaia di famiglie. Senza contare che nelle 2300 scuole dove attualmente lavorano i servizi di pulizia si ridurranno drasticamente».

Dall’altro lato ci sono 1013 co.co.co, anche loro ex Lsu, che non si occupano di pulizie, ma di attività amministrative nelle scuole. Il loro destino è ugualmente incerto: «A differenza degli operai delle pulizie – spiega Emilio Viafora, segretario generale del Nidil Cgil – questi lavoratori non sono stati esternalizzati, ma hanno ottenuto un contratto di collaborazione coordinata e continuativa garantito fino al 2005. La loro retribuzione, a parte il piano contributivo, è parificata a quella dei dipendenti e di recente abbiamo siglato un accordo quadro che per il prossimo biennio assicura loro nuove tutele. Ci era stato detto che potevamo stare tranquilli, che in finanziaria ci sarebbe stata la copertura. Qualche giorno fa, la doccia gelata: da aprile non potrebbero più esserci soldi per coprire i loro contratti».

Domani, dunque, una giornata di sciopero comune, con manifestazioni regionali. «Nella sola Campania lavorano ben 6 mila ex Lsu – dice Romeo – e verranno a manifestare davanti al ministero della Pubblica Istruzione, a Trastevere. I 1400 del Lazio, invece, saranno davanti al Tesoro, in Via XX Settembre. Il 28 novembre partiranno i presìdi nazionali davanti ai ministeri, mentre nei primi giorni di dicembre ci sarà una manifestazione nazionale». Ieri, intanto, un corteo spontaneo di 200 lavoratori S.in.Cobas ha attraversato Frosinone, manifestando anche contro un eventuale accordo che si limiti a una proroga degli attuali appalti di soli 6 mesi.