Scuola, adesso il governo taglia le pulizie ai bagni e alle aule

14/01/2010

Meno pulizie nelle aule e nei bagni, l’Ufficio scolastico regionale (Usr) suggerisce dove tagliare. Che siano meno frequenti, che si facciano dunque un giorno sì e l’altro no, oppure che si riduca l’attività o gli spazi da ramazzare, lo scopo è uno: ridurre le spese del 25%. La direttiva
arriva dal ministero dell’Istruzione e provoca un’insurrezione alla Cgil. Il segretario generale Flc-Cgil Emilia-Romagna Paolo Tomasi annuncia di aver già impugnato la circolare e ha anche dichiarato lo stato di agitazione. Il governo, attacca Tomasi, oltre ad «azzerare le risorse
per il funzionamento didattico e amministrativo delle scuole blocca ilpagamento delle supplenze e riduce del 25% i costi per le ditte che effettuano la sorveglianza e le pulizie
». Il che porta un «peggioramento del servizio, il licenziamento dei lavoratori degli appalti e maggiori carichi di lavoro per i collaboratori scolastici che hanno già subito pesanti
tagli di organico». Ma c’è anchela beffa, visto che l’Usr, incalza ncora Tomasi, «fa suo, senza obiezioni , il taglio del 25% delle risorse er le pulizia, e «dà anche, con nanota a firma del dirigente Luciano Fanti, “suggerimenti” sul modo di attuare queste disposizioni a livello di scuola»: ad esempio «per quanto riguarda aule e servizi igienici, checomeè noto, comportanouncosto più rilevante, la pulizia potrebbe esser fatta a giorni alterni, anziché quotidianamente». Il sindacato è fermo: l’indicazione è da contestare e da ritirare. «Oltre alla qualità della scuola con queste linee di indirizzo si mette in discussione la salute degli alunni e del personale»