Scrivi Selfin, leggi truffa

26/07/2005
    martedì 26 luglio 2005

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      SCANDALI. VENDUTA DALL’IBM, STA FALLENDO

        Scrivi Selfin, leggi truffa

          Grottesca,la vicenda della Selfin,azienda informatica che produce servizi
          di alta specializzazione nel settore Ict: occupa 350 lavoratori, era proprietà del colosso Ibm,che però ha deciso di venderla,l’anno scorso,è finita nelle mani dell’imprenditore sbagliato, tal Enrico Morini, proprietario della Met Fin, che l’ha comperata ed è – letteralmente – “scappato con la cassa”(da tre mesi non paga né stipendi né fornitori) e rischia di non rientrare neanche nei parametri previsti dalla legge 270 (Prodi bis) per le aziende in crisi. I lavoratori hanno optato per l’arma estrema, lo sciopero della fame,per denunciare l’assurdità della storia che li ha travolti,dopo che l’ultimo incontro convocato dal ministro Scajola a Roma,è andato deserto da tutte le parti in causa (l’Ibm e Morini) tranne i sindacati.

          Tutto comincia quando Ibm, seguendo un piano di ristrutturazione
          interna,decide di cedere una serie di società controllate (Acg, Intesa, Selfin), chiudere sedi in Italia e spostarne i settori di attività all’Est. La dismissione investe anche la Selfin, controllata Ibm al 50%, che ha il cuore produttivo a Caserta ma uffici anche altrove.

          A farsi avanti per rilevarla spunta dal nulla, alla fine dell’anno scorso,
          Enrico Morini, proprietario della Met Fin; il ministero delle Attività produttive (quando ministro era il neo presidente del Cnel Antonio Marzano) certifica la solidità patrimoniale e la validità del piano industriale. Ibm vende, il ministero certifica,i lavoratori prendono una colossale fregatura. Morini non paga né stipendi né fornitori.Infuriati neri,i lavoratori della Selfin lo inseguono (letteralmente) per le vie di Caserta, dopo un’ennesima inutile riunione in prefettura,a giugno. Deve intervenire la polizia per salvare Morini dalla loro ira. Restano però le denunce per insolvenza aperte presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere e la richiesta della Prodi bis.

          Ma anche il rischio fallimento. Dopo aver esposto tutte le loro perplessità
          su una vendita che giudicano “sospetta”e i mancati controlli del
          ministero,i sindacati si sono rimboccati le maniche e hanno ripreso i contatti con Ibm, che peraltro si è accollata il conto lasciato aperto da Morini con i fornitori e non ha visto una lira dall’acquirente fantasma. I contatti, continui e triangolari (coinvolgono sindacati,Ibm e ministero) puntano a trovare nuovi acquirenti. Lo spiega il segretario confederale della Cgil Nicoletta Rocchi, che segue da mesi la partita e cerca di portare
          a causa il risultato più importante:«La Selfin va salvata perché è vittima
          di un raid finanziario perpetrato a sue spese, non certo perché è fuori
          mercato o non ha buone professionalità,che sono invece tutte specializzate e medio-alte al punto che continua a mantenere rapporti e commessi con i suoi clienti e fornitori abituali. Con Ibm abbiamo contatti
          continui per dare uno sbocco positivo alla vicenda,cioè trovare nuovi acquirenti. Sarebbe assurdo se un’azienda come Selfin non riuscisse a usufruire neppure della Prodi bis».Intanto i lavoratori rischiano di dover affrontare senza stipendio l’estate.E il fallimento in autunno.