Scoppia in Croazia una grana padana

04/02/2002






POSTI AL SOLE La Hypo-Alpe-Adria Bank di Haider ha detto �nein�

Scoppia in Croazia una grana padana


La moglie di Bossi, l’ex ministro Pagliarini, i sottosegretari

      P rometteva di essere un affare da centinaia di miliardi (di vecchie lire), tant’� che alla fine aveva convinto molti: dalla moglie del Senatur, Manuela Marrone, all’ex ministro leghista Giancarlo Pagliarini, dall’attuale sottosegretario agli Interni Maurizio Balocchi al suo omologo alle Attivit� produttive Stefano Stefani, al presidente del consiglio della Regione Veneto Enrico Cavaliere. Pi� una lista di altri deputati, politici e imprenditori legati al Carroccio. 114 soci imbarcati in un progetto che, con un investimento iniziale molto modesto, prevedeva la realizzazione di un complesso turistico da favola sulla costa istriana, lo Skipper Residence di Punta Salvore: 14 ettari di terreni edificabili in una localit� marina a pochi chilometri dal confine sloveno-croato, di fronte al Golfo di Venezia, con 180 appartamenti in cantiere, e, in pi�, alberghi, ristoranti, casin�, piscine, campi da golf, centri commerciali, fitness center e tanto di porticciolo privato. Ma tutta l’avventura � finita in Tribunale, arrestandosi (almeno per il momento) di fronte a una condanna in secondo grado e a un sequestro giudiziario.
      Perch� per due anni i lavori per quello che veniva gi� salutato dalla stampa locale come �il paradiso di Bossi� sono andati avanti a forza di crediti, senza che gli obblighi contrattuali venissero mai soddisfatti del tutto. Alla fine, davanti all’ennesimo ritardo di pagamento, la banca finanziatrice, la Hypo-Alpe-Adria Bank del governatore della Carinzia Joerg Haider (il suo Land � primo azionista col 52%), ha esercitato un suo diritto di rivalsa confiscando le propriet� dello Skipper Residence, ormai quasi completato.
      Tutta l’operazione era iniziata nell’ottobre del ’98 con la creazione di una piccola finanziaria, con un capitale sociale di appena 10 mila euro, la Ceit Srl di Montegrotto Terme (Padova), per volont� di alcuni esponenti di punta della Lega: il cassiere di partito Balocchi, il presidente federale Stefani e l’architetto Cavaliere, che ha progettato il villaggio turistico attraverso il suo studio di Mestre, Archimedia Engineering.
      La Ceit ha quindi rilevato, tramite un prestito ipotecario del valore di due milioni e mezzo di euro, il 100% delle quote della Kemco di Umago, una locale ditta di costruzioni destinata a diventare il veicolo dell’operazione: i loro proprietari infatti, gli Oblak, possedevano anche i terreni su cui doveva sorgere il complesso, in localit� Alberi di Punta Salvatore.
      Successivamente la finanziaria veneta ha acceso una serie di mutui per una somma complessiva di circa 12 milioni di euro con la filiale croata della Hypo-Alpe-Adria Bank, contraendo inoltre una serie di debiti (si parla di diversi milioni di euro) con l’amministrazione comunale di Umago e alcune aziende subfornitrici, come la Umag Gradnja, la Urbis 72 di Pola, l’Acquedotto istriano e l’Ente elettroenergetico Hep.
      �I ritardi nei pagamenti ci sono sempre stati – ricorda l’avvocato della Hypo-Alpe-Adria Bank, Goran Veljovic – ma a un certo punto ci siamo accorti che i nuovi mutui che ci venivano chiesti servivano solo a pagare i vecchi�. La Ceit, che contava di saldare parte dei suoi obblighi con le prime vendite di immobili, � intanto incappata in alcune contestazioni urbanistiche, che hanno determinato il conseguente rinvio dei programmi di commercializzazione.
      Gli austriaci si sono pertanto appellati a una clausola contrattuale, sequestrando le quote della Kemco a titolo di risarcimento, vista la morosit� della Ceit. Un Tribunale di Fiume ha per� concesso alla finanziaria padovana un’ulteriore proroga per il pagamento dei crediti inevasi.
      I veneti hanno tentato quindi la strada della vendita d’asta, cercando nel contempo di trovare nuovi finanziatori (con il Sanpaolo e UniCredit in testa) che potessero rilevare i debiti contratti con la Hypo Bank. A fine dicembre, per�, il giudizio di secondo grado emesso dal Tribunale commerciale di Zagabria ha dato ragione ai creditori: la banca carinziana ha nominato un nuovo amministratore della Kemco, annunciando la vendita delle strutture gi� completate, in modo da rendere agibile il villaggio turistico per l’estate.
      �Si tratta di un classico esempio di arroganza bancaria, un gesto di pirateria – protesta Cavaliere, che accusa la Hypo Bank di aver imposto alla Ceit le ditte subappaltatrici, senza la possibilit� di verificare i costi – ma stiamo lavorando a un’iniziativa per difendere i nostri interessi. Non solo in sede legale�. Una minaccia che lascia intravedere l’imminente discesa in campo dei soci forti della Ceit, con tutto il loro peso politico-diplomatico.
Sandro Orlando


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