Scoppia il caso McDonald’s Bertinotti rettifica, ma l’azienda chiede: difendeteci, La Repubblica 29 settembre 2000

Clicca il link per avere un quadro dall’archivio di Repubblica:

http://www.repubblica.it/online/economia/mac/mac/mac.html

La Repubblica 29 settembre 2000

Scoppia il caso McDonald’s
Bertinotti rettifica, ma l’azienda chiede: difendeteci

di MARINA CAVALLIERI


ROMA – Uno scambio di lettere, un coro di proteste, accuse e precisazioni. Il popolo di Seattle spacca le vetrine di McDonald’s a Praga durante il recente vertice del Fondo monetario e il giudizio di Bertinotti sull’accaduto innesca polemiche e attacchi a distanza, coinvolti il Polo e la Quercia, la multinazionale dell’ hamburger e il Viminale.
L’assalto ad uno dei simboli della globalizzazione si trasforma in un’occasione di scontro, dal fronte di Praga i vetri rotti piovono sui banchi parlamentari. Non tutti i giovani amano i fast food e il Corriere della Sera titola: "Bertinotti: capisco chi distrugge i McDonald’s, sono simbolo del potere". Nell’intervista dello scandalo si legge: "La distruzione di un McDonald’s deve essere letta all’interno di un processo di spoliazione in corso". Bertinotti precisa: "Quando si colpisce McDonald’ si si colpisce un simbolo, cosa che può essere discutibile ma molto diversa dall’aggressione fisica alle persone".
Parole che per qualcuno sono istigazione alla violenza, per altri un "infortunio serio". Il Polo attacca, il centro sinistra non fa scudo, da parte della Quercia non c’è comprensione. E Bertinotti è costretto ad una lettera di precisazione. I deputati di An Maurizio Gasparri ed Enzo Savarese presentano un’interrogazione al ministero dell’Interno. "Con comportamenti e dichiarazioni così irresponsabili si aiutò negli anni bui la nascita del terrorismo rosso", dichiara Savarese. Anche per Alfredo Biondi, di Forza Italia, il problema ora riguarda il centro- sinistra e le alleanze "con i rappresentanti di questo nuovo tipo di squadrismo". Se il Polo attacca Bertinotti, i Ds non lo difendono. Pietro Folena auspica un’ immediata smentita: "Giustificare, anche inconsapevolmente, l’individuazione dei McDonald’s – luoghi frequentati da famiglie e bambini – come "simbolo della globalizzazione che sfrutta" sarebbe assolutamente inconcepibile".
Contro Bertinotti scende in campo anche la multinazionale degli hamburger. Mario Resca, presidente di McDonald’s Italia, scrive una lettera aperta al presidente del Consiglio e alla Confindustria. Critica la posizione di Bertinotti che "non solo giustifica e sostiene gli atti criminali avvenuti a Praga contro McDonald’s, ma sembra incoraggiare la loro diffusione anche in occasione di prossime manifestazioni in Italia".
Bertinotti risponde. Il leader comunista affida la sua difesa ad una lettera al direttore del Corriere della Sera: "Sono contrario ad ogni forma di violenza su persone, animali e cose. Il mio partito è impegnato a contrastare, ove si manifesti, questa tendenza. McDonald’s – spiega Bertinotti – è diventato uno dei simboli della globalizzazione e perciò subisce le contestazioni, creative come quelle di Bovè e del lancio di tortellini a Bologna, oppure distruttive come in altri casi. Queste ultime vanno contestate". Ma poi aggiungerà: "Sono per contestare McDonald’s e contro ogni forma di violenza".
Bertinotti precisa e il Viminale approva. "Una cosa è – si legge in una nota – contestare ed anche boicottare un prodotto o un meccanismo di organizzazione dell’offerta commerciale, altra cosa sarebbe giustificare in qualunque modo azioni violente. Un esercizio commerciale non è simbolo di alcunché". Un’affermazione che non placherà le polemiche.