Scoop: c’è una supercoop del carrello

28/02/2006

      23 febbraio 2006 – ANNO XLIV N.8

      Pagina 116/117 – ECONOMIA

      COMMERCIO – SFIDA ALLE GRANDI CATENE

        Scoop: c’� una supercoop del carrello

        di Raffaella Galvani

          Conad, Leclerc, Rewe, Colruyt e Coop Suisse varano la prima eurocooperativa. Un colosso da 15 mila negozi che vuole vendere anche benzina e farmaci.

            Sono una cooperativa rossa. Hanno i loro uffici centrali a Bologna. Ma ai dirigenti del Conad le scalate dell’Unipol alla Bnl e gli intrecci di via Stalingrado sembrano un pianeta lontano. �Ci dicono che noi del mondo cooperativo dobbiamo occuparci di supermercati e non di finanza? Beh, � quello che faccio da 14 anni� ironizza con Panorama Camillo Deberardinis, amministratore delegato del Conad, che con oltre 8 miliardi di euro di giro d’affari, e poco meno di 3 mila punti vendita, � il numero due della grande distribuzione italiana, alle spalle dei cugini della Coop Italia. �Ma ho un problema� ammette Deberardinis: �Come fa una cooperativa locale, che non pu� o non vuole fare acquisizioni di societ� nel mondo, competere con concorrenti globali come la WalMart, la Carrefour o la Tesco?�.

              Gi�, come fa? Deberardinis ci ha pensato a lungo, � andato in giro per l’Europa e alla fine ha trovato quattro partner che condividevano il suo dilemma. Risultato: la nascita a Bruxelles, con sede nella centralissima Tour Louise, della Coopernic, prima cooperativa europea della distribuzione, a cui hanno aderito il gruppo Leclerc, leader in Francia negli ipermercati; la Coop Suisse, secondo gruppo svizzero; la Rewe, numero due in Germania; e la Colruyt, terzo distributore belga. Un gruppo che con oltre 90 miliardi di euro di vendite totali si piazza al primo posto in Europa, scalzando la Carrefour (72 miliardi di euro nel 2004).

                Gli obiettivi che si sono dati i cinque soci, presenti in 17 paesi europei, sono impegnativi. �Di certo sfrutteremo l’alleanza nei confronti della grande industria per fare contratti d’acquisto a livello europeo, come gi� avviene per le grandi catene internazionali� spiega Francesco Pugliese, il manager ex Barilla e Yomo che dal 2004 � direttore generale del Conad e affiancher� Deberardinis nel consiglio di amministrazione della Coopernic.

                  La prima eurocooperativa punta ad andare oltre l’attivit� di una centrale d’acquisto, sia pure sovrannazionale. Per esempio muovendosi in modo deciso nei prodotti a marchi propri, segmento che, come conferma Romolo De Camillis della AcNielsen, �nel 2005 in Europa ha aumentato il giro d’affari del 4 per cento, mentre i brand industriali sono rimasti piatti�.

                    Precisa Pugliese: �Ogni partner manterr� la sua insegna e le sue marche private, ma abbiamo identificato alcune categorie di prodotti per i quali ogni paese far� da capocommessa�. Il Conad per esempio sceglier� per tutti i 15 mila punti vendita che oggi fanno capo alla Coopernic i fornitori di pelati, sughi, pasta, parmigiano, olio, vino, cos� come la tedesca Rewe si muover� sul fronte del latte e la belga Colruyt su quello dei vegetali surgelati. Si sta gi� lavorando anche a un marchio comune europeo per una serie di prodotti alimentari di primo prezzo, che arriveranno sugli scaffali in autunno.

                      Un nome comune sar� adottato anche per articoli non food, come magliette o asciugamani importati dall’Asia. �Alcuni soci della Coopernic, per esempio la Leclerc con la Siplec International e la Rewe e la Coop Suisse con la Eurogroup, avevano uffici acquisto a Hong Kong o Shanghai, ora unificheremo le strutture� aggiunge Deberardinis. Insomma, si punta a una collaborazione a tutto campo che si allargher� a settori di particolare interesse per l’Italia come la benzina, sfruttando l’esperienza del socio Leclerc, che nei propri punti vendita conta gi� un migliaio di impianti.

                        Del resto, con il gruppo francese il Conad opera fin dal 2001 attraverso la Conalec, la joint-venture con cui ha aperto in Italia 27 ipermercati a insegna congiunta (destinati a diventare 33 entro il 2007). E in materia di carburanti ha debuttato nel novembre scorso con il primo distributore a insegna E. Leclerc Conad all’interno dell’ipermercato di Gallicano, in provincia di Lucca. Ora si prevede per tutti i soci Coopernic una accelerazione del piano benzina. E non basta. �Contiamo di aprire anche nuovi fronti, per esempio la parafarmacia, dove in Francia la Leclerc � leader� aggiunge Deberardinis.

                          Insomma, il piatto � ricco. Ce la faranno? Osserva Renato Ridella, partner della societ� di consulenza At Kearney: �Per i grandi consorzi tra imprenditori indipendenti non � facile riuscire a muoversi rapidi e compatti come un solo gruppo, soprattutto quando si tratta di sviluppare progetti internazionali�.

                          Ma i dirigenti del Conad sono ottimisti. �Abbiamo scelto partner con cui c’� un dna comune e spesso anche operativit� collaudata� replica Pugliese. Se la Leclerc infatti � socia al 40 per cento della Conalec, la tedesca Rewe (presente in Italia con le insegne Standa e Billa) � entrata nel 2004 tra i soci del Conad.

                          E poi, sostengono decisi Deberardinis & compagni, una strada andava trovata, perch� anche nel commercio ormai �la dimensione europea � il minimo�. Come confermano le manovre transoceaniche della britannica Tesco, che ha appena annunciato per il 2007 un piano di espansione negli Usa, e dell’americana Wal Mart, che dopo Gran Bretagna e Germania cerca di entrare in Italia (si era fatto il nome dell’Esselunga).

                            I consumi in calo spingono tutti a cercare nuovi sbocchi, magari in Cina e India, come fanno la Carrefour e la Metro. Ma il consumatore avr� dei vantaggi? �Oggi dalla grande industria arrivano richieste di aumento dei listini in media del 4 per cento e pi� si � grandi meglio si tratta� conclude Pugliese.