Scontro per il controllo di Gardaland

09/05/2005
    sabato 7 maggio 2005

      Pagina 38 – Economia

        L´affare da 300 milioni per il cambio di proprietà del parco divertimenti si trasforma in un duro contenzioso legale
        Scontro per il controllo di Gardaland
        I vecchi soci esercitano la prelazione, a rischio la cessione alla cordata Bonomi

          MILANO – Tutti pazzi per Gardaland. Intorno al più celebre dei parchi di divertimento italiani ieri si è aperta una contesa legale. Uno scontro per il controllo della società tra alcuni vecchi azionisti di minoranza e tre grandi investitori istituzionali. Lo scorso 22 aprile la Cornel, un veicolo partecipato con il 45% ciascuno dalla Aletti Merchant (gruppo Banco Popolare di Verona e Novara) e dal fondo Investindustrial della famiglia Bonomi (il restante 10% è in mano al fondo Italian Lifestyle Partners) aveva annunciato l´acquisto del 90% delle azioni di Gardaland per un valore di circa 300 milioni di euro.

          Ma ieri, secondo quanto ricostruito dall´agenzia di stampa Radiocor, un gruppo di soci è riuscito ad esercitare, nei tempi e nei modi previsti dallo statuto, il diritto di prelazione sulla vendita delle azioni dei soci di maggioranza prima che questi ultimi ne deliberassero l´abolizione nell´assemblea straordinaria. I soci di minoranza, in base allo statuto della società, vantavano un diritto di prelazione sulla vendita di azioni, la cui abrogazione poteva essere decisa solo dall´assemblea straordinaria, con un quorum superiore all´81% del capitale sociale. L´assemblea straordinaria si è svolta il 15 aprile e ha eliminato il diritto, ma solo tre giorni dopo l´esercizio della prelazione da parte dei soci di minoranza, avvenuta il 12 aprile.

          I nuovi azionisti avevano annunciato l´avvenuto passaggio di mano del pacchetto azionario il 22 aprile scorso, ma l´inizio delle operazioni di vendita risalirebbe al mese di gennaio, a partire dal quale sono stati firmati separatamente i contratti di cessione, violando l´obbligo, previsto dallo statuto, di darne comunicazione a tutti i soci che hanno diritto di esercitare la prelazione entro quindici giorni dal ricevimento della comunicazione.

          Si preannuncia così un contenzioso legale tra i nuovi soci di maggioranza ed alcuni azionisti di minoranza per il controllo del famoso parco di divertimenti sul lago di Garda. Una battaglia legale che potrebbe vedere protagonisti almeno quattro studi legali: da una parte gli studi Ashurst (per il Banco Popolare di Verona e Novara), Chiomenti (per Investindustrial) e Carlo Pavesi (per Aletti), e dall´altra lo studio Callipari di Verona, che assiste i soci di minoranza che hanno esercitato il diritto di prelazione.

        (w.g.)