Scontro governo-Confindustria

23/06/2004

      MERCOLEDÌ 23 GIUGNO 2004

      Pagina 13 – Economia
       
      ECONOMIA E POLITICA
      Scontro governo-Confindustria
      Berlusconi: tagli solo per l´Irpef. Montezemolo: così non va Incontro deludente ieri sera. Il presidente del Consiglio esclude una riduzione dell´Irap
      Poi Tremonti fa una concessione: se ne può parlare ma vi abbassiamo gli incentivi


      ROBERTO MANIA

      ROMA – E´ andato male il primo incontro "vero" tra Montezemolo e Berlusconi. Oltre un´ora di colloquio ieri sera a Palazzo Chigi, a ridosso della partita della nazionale, ha segnato il primo potenziale e concreto contrasto tra la nuova Confindustria e il governo. Nel progetto di riduzione fiscale, Berlusconi punta a concentrare tutte le risorse sull´Irpef, cioè sulle tasse che pagano i singoli cittadini, lasciando praticamente a secco le aziende. «Così non va», ha replicato Montezemolo.
      L´appuntamento di ieri era stato fissato la scorsa settimana. Ufficialmente doveva servire agli industriali per illustrare a Berlusconi il consueto rapporto di previsioni macroeconomiche del Centro studi di Confindustria che verrà presentato oggi. Uscendo da Palazzo Chigi Montezemolo ha avvalorato questa notizia. Ma non è stato così anche perché la prassi non prevede affatto questo passaggio istituzionale. Certo si è parlato del rapporto, ma si è parlato soprattutto del prossimo Dpef e dei tagli alle tasse.
      Il presidente della Confindustria si è presentato con il suo vice Andrea Pininfarina, che ha la delega sul Centro studi. Dall´altra parte del tavolo, accanto al premier, il ministro dell´Economia, Giulio Tremonti, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, e il direttore generale del Tesoro, Domenico Siniscalco.
      E´ stato il presidente del Consiglio a illustrare gli orientamenti del governo. «Noi – ha detto – pensiamo che la riduzione della pressione fiscale vada concentrata tutta sull´Irpef». «Sarebbe un errore», hanno risposto Montezemolo e Pininfarina. Berlusconi ha provato a convincerli: «La riduzione dell´Irpef interessa tutti i cittadini e, dunque, anche le imprese». La tesi è che una maggiore disponibilità di risorse possa aiutare la ripresa dei consumi, con vantaggi anche per le aziende. Ragionamento che non ha affatto convinto Montezemolo perché non è quella la strada che può rilanciare il sistema industriale, reduce da un anno nerissimo, aggravato dai casi Parmalat e Cirio. La leva sulla quale agire è invece quella dell´Irap. La Confindustria chiede, da tempo, che sia eliminata per chi investe in ricerca e innovazione. E alle obiezioni degli industriali ha risposto Tremonti spiegando, sempre nelle linee generali, il progetto del governo. Così, a Montezemolo e Pininfarina ha detto che saranno possibili tagli alle spese per circa 8-9 miliardi di euro. Tali da finanziare una riduzione dell´Irpef di pari entità. Saranno ridotti anche gli incentivi e i trasferimenti alle imprese per un possibile ammontare di circa 3 miliardi di euro. Questa via potrebbe portare ad una simmetrica diminuzione dell´Irap. «Ma questo – ha detto il leader degli industriali – non è sufficiente». E mentre Berlusconi assisteva alla riunione stanco e svogliato, Tremonti ha risposto: «Non c´è problema. Lasciamo gli incentivi, così non vi do niente». Ha provato Siniscalco, che oggi interverrà alla presentazione del Rapporto del Centro studi, a rasserenare il clima, ma senza risultati apprezzabili. Il primo round tra Montezemolo e la coppia Berlusconi-Tremonti è finito così.