Scontro frontale tra Cgil e Cisl Cofferati: noi non ci fermiamo

09/02/2002


La Stampa web





retroscena


(Del 9/2/2002 Sezione: Economia Pag. 16)
UN ABISSO DIVIDE LE DUE CONFEDERAZIONI. PEZZOTTA HA CONVOCATO IL DIRETTIVO PER MARTEDI�, LA UIL CERCA DI MEDIARE
Scontro frontale tra Cgil e Cisl Cofferati: noi non ci fermiamo

inviato a RIMINI
UNA frattura? No, � piuttosto un abisso quello che si sta aprendo tra la Cgil di Sergio Cofferati e la Cisl di Savino Pezzotta. Con una vera e propria �escalation� i rapporti tra le due principali confederazioni peggiorano di ora in ora. E dai battibecchi si passa ai fatti: qui a Rimini, la decisione di Pezzotta di convocare per marted� una riunione dell’Esecutivo Cisl �per valutare la situazione sindacale e politica dopo le conclusioni del congresso Cgil� viene letta come una esplicita dichiarazione di guerra. Oggi Sergio Cofferati chiuder� con un comizio il congresso. E affermer� tre concetti. La volont� di stabilire un percorso di iniziativa comune con Cisl e Uil, non escludendo il ricorso allo sciopero generale. L’impossibilit� di arrivare a compromessi sui �diritti�, a partire dalla difesa dell’articolo 18. La determinazione assoluta della Cgil e del suo leader a non cedere, anche se Cisl e Uil dovessero decidere diversamente. Al primo �strappo� di Cofferati, marted�, sullo sciopero generale risponde a muso duro Pezzotta dalla tribuna di Rimini il giorno dopo. Replica di Epifani, e ieri mattina giunge la controreplica di Pezzotta: �dopo le sue parole l’unit� � lontana�. Passa mezz’ora, e il segretario confederale Casadio lo accusa: �era venuto qui per segnare una rottura�. Intanto, il ministro del Welfare Maroni dichiara (facendo infuriare Cofferati) di �non vedere le condizioni per lo sciopero generale�, e saluta �con soddisfazione la posizione di Cisl e Uil�. I cigiellini hanno masticato amaro, ieri, guardando al tg i servizi sul convegno organizzato dai colleghi cislini sull’Europa: fianco a fianco, si vedevano Pezzotta, il direttore generale di Confindustria Parisi e Maroni. Un Maroni che con malizia ha spiegato di essere andato al dibattito Cisl �perch� utile e interessante�, e di aver disertato il congresso Cgil perch� impegnato in Gran Bretagna. E poi, �Cofferati c’� tutti i giorni sui giornali e in tv�. Cofferati e Pezzotta sembrano Kennedy e Khruscev alle prese con la Crisi di Cuba del 1962: ogni mossa del rivale suscita sospetto, e un’immediata contromossa che alza ulteriormente il livello della tensione. Il numero uno della Cgil – che deve fare i conti anche con la pressione di importanti pezzi dell’organizzazione, a partire dalla Fiom di Claudio Sabattini, che ieri ha invocato ancora una volta lo sciopero �anche da soli� – d� l’impressione di fidarsi sempre meno di Pezzotta e delle sue iniziative di pace nei confronti del governo. Ieri si era sparsa la voce di un incontro �segreto� con Gianfranco Fini: il leader Cisl ha smentito, ma ha ricordato gli incontri di Cofferati con i maggiorenti della Quercia. Savino Pezzotta, invece, � rimasto cocentemente deluso dalla relazione di Cofferati, che gli appare preda di una velleitaria sindrome da �sciopero generale comunque�, incapace di negoziare efficacemente col governo, troppo attento alle convulsioni della sinistra politica. E vuole andare avanti nel confronto col governo, �lasciando sul binario morto l’articolo 18�. I pi� preoccupati di tutti sono quelli della Uil. Il numero due Adriano Musi bacchetta la Cgil: �troppi sventolii di bandiere – dice allarmato – troppe forzature sullo sciopero. Sta favorendo la strategia del governo, che vuole dividerci, mentre solo l’unit� del sindacato pu� permetterci di ottenere la cancellazione delle norme su pensioni e licenziamenti�. Il segretario confederale Paolo Pirani ribadisce che gli obiettivi unitari del sindacato sono lo stralcio di articolo 18 e decontribuzione, teme che la questione diventi �fare o meno lo sciopero generale�, invita tutti a discutere delle �iniziative che sono in grado di far crescere il consenso e raggiungere il risultato, senza pregiudizi, positivi o negativi, verso questa o quella forma di lotta�. Oggi, con una manifestazione cui parteciperanno 10.000 persone, Sergio Cofferati chiuder� il congresso che terminer� con un documento unitario. Il direttivo scender� da 218 a 155 menmbri, 125 di maggioranza e 30 di mnoranza. �Proporr� a Cisl e Uil – ci spiega il leader Cgil – di concordare insieme un programma articolato di iniziative per continuare la mobilitazione e far cambiare posizione al governo�. Un programma che non preveda solo la bomba atomica dello sciopero generale, �ma che nemmeno lo escluda a priori�. Quanto a possibili mediazioni o compromessi su pensioni e licenziamenti, nessuna esitazione: �sui diritti fondamentali non si pu�. E un messaggio al governo e a Cisl e Uil: �andremo avanti fino a raggiungere il risultato finale, con la nostra autonomia di giudizio e di azione�.

r. gi.



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