Scontro Fiom-Cgil sulla produttività

09/11/2010


"Lasciate il tavolo, subito sciopero". "No, trattiamo". Arriva lo statuto dei lavori
ROMA – Il fantasma della rottura in famiglia torna ad agitare i rapporti tra Cgil e Fiom. Dopo mesi di accordo sostanziale anche nelle battaglie più difficili, come il braccio di ferro con Marchionne, il parlamentino dei metalmeccanici pone l´altolà alla confederazione: «Il Comitato centrale della Fiom – si legge nel documento votato ieri pomeriggio – considera non praticabile il tavolo di confronto sulla produttività proposto dalla Confindustria e chiede alla Cgil di sospendere tale negoziato». In sostanza la Fiom chiede alla Cgil di uscire dall´unica sede in cui in queste settimane si sta trattando in modo unitario su salari e organizzazione del lavoro. Il documento propone inoltre lo sciopero generale di tutte le categorie indicendo due ore di sciopero dei metalmeccanici entro fine gennaio. La linea della maggioranza Fiom guidata da Landini incontra la netta opposizione della minoranza interna che da sempre è espressione della maggioranza Cgil. Il leader della minoranza Fiom, Fausto Durante, abbandona i lavori del Comitato centrale e definisce la svolta di Landini «una vicenda poco edificante nella vita della Fiom, testimonianza di una ritrosia della maggioranza a discutere nel merito». Naturalmente la Cgil risponde con un secco no alla richiesta dei suoi metalmeccanici: «Questa è la fase in cui la Cgil deve tornare in campo con delle proposte e sarebbe un peccato che in queste non si ritrovasse la Fiom», risponde il segretario confederale Vincenzo Scudiere. Che aggiunge: «La produttività è un tema vero su cui accettare la sfida proponendo una via alternativa a quanti individuano solo nel lavoro le origini della scarsa produttività nel paese, mettendo invece in testa all´agenda la questione della scarsa produttività del sistema Italia». Un modo per dire alla Fiom che le tesi di Marchionne si combattono stando ai tavoli di trattativa e non uscendone.
Nella incrinatura di rapporti tra Fiom e Cgil si inserisce immediatamente il ministro del lavoro, Maurizio Sacconi: «Bene ha fatto la Cgil a rispondere di no alle richieste della Fiom. Nelle prossime ore invierò alle parti sociali il testo dello statuto dei lavori destinato a superare l´attuale statuto dei lavoratori». Secondo il ministro «nella discussione sulla produttività si dovranno incentivare le parti del salario, come quello aziendale, più direttamente legate agli incrementi produttivi. Ad esempio, stabilito che un aumento salariale spetta a tutti i lavoratori di una categoria si potrebbe pensare di tassarlo solo al 10 per cento, invece dell´attuale 23, nel caso in cui venga legato a precisi obiettivi produttivi in fabbrica». Proprio il fatto che in alcuni documenti preparatori la Cgil abbia accettato di incrementare il peso del salario aziendale sarebbe alla base della rottura della Fiom. La Cgil ha proposto un incontro ai vertici dei metalmeccanici per un chiarimento. Da quell´incontro si capirà se quella di ieri è stata solo una lite in famiglia o se invece sarà l´inizio di un braccio di ferro tra il nuovo segretario generale, Susanna Camusso, e la sua categoria di provenienza.