Scontro aperto tra Fiom e Cgil

12/09/2007
    mercoledì 12 settembre 2007

    Pagina 2 – Economia

    Scontro aperto tra Fiom e Cgil

      I metalmeccanici bocciano il protocollo welfare. Epifani: scelta fuori dalla logica confederale

        Milano
        STRAPPO – Non è stata una sorpresa. Ma il no sancito ieri dalla Fiom, con larga maggioranza, all’accordo sul welfare sottoscritto da governo, Cgil, Cisl e Uil è un macigno che cade nelle acque, tutt’altro che placide, dello scenario politico e sindacale italiano.

        Ieri il comitato centrale del sindacato dei metalmeccanici ha approvato (con 125 voti su 159) il documento presentato dal segretario generale, Gianni Rinaldini, nel quale si respinge l’accordo, soprattutto con riferimento alle pensioni e al mercato del lavoro. Un testo alternativo dell’area riformista guidata da Fausto Durante ha ottenuto 31 voti (tre le astensioni).

        È la prima volta dal 1946 che una federazione della Cgil vota contro un accordo interconfederale siglato dall’organizzazione sindacale. E la reazione del segretario generale, Guglielmo Epifani, conferma la sensazione di essere di fronte a un passaggio molto delicato per il sindacato: l’accordo del 23 luglio, secondo Epifani, che pure in luglio aveva sottoscritto ma «con riserva» il protocollo proposto dal governo, si tratta di «un’intesa che, proprio per la sua ampiezza e complessità, va valutata assumendo una logica di confederalità. Logica che non ritrovo nella scelta fatta dal comitato centrale della Fiom». Il leader della Cgil ha riunito ieri i segretari territoriali e di categoria in vista dei direttivi unitari Cgil, Cisl e Uil che oggi metteranno a punto le modalità per la consultazione dei lavoratori e dei pensionati sull’accordo. «Il voto e la consultazione di tutti i lavoratori e pensionati sono un valore in sé, vogliamo che la partecipazione sia più ampia possibile – ha detto il segretario – l’accordo di luglio è complessivamente buono, tocca punti molto articolati e complessi ma porta risultati innegabilmente positivi, dall’aumento delle pensioni minime alla riforma degli ammortizzatori sociali». Finito il processo di consultazioni di lavoratori e pensionati, ha spiegato ancora Epifani, la Cgil avvierà, con la convocazione di un direttivo, «un’approfondita valutazione».

        Quindi ha fatto un richiamo al dovere, che deve valere per tutti, di rispettare le regole nel processo di consultazione dei lavoratori che si aprirà domani con la riunione dei direttivi unitari. Il rispetto delle regole «non deve essere solo formale», ha avvertito il segretario, e deve valere per tutti perché « è una garanzia di pluralismo».

        Nel merito, la Fiom esprime «apprezzamento» per l’aumento delle pensioni basse e sul miglioramento del sistema di rivalutazione delle pensioni di importo tra tre e cinque volte il minimo, e anche un giudizio positivo sulla totalizzazione dei contributi previdenziali, il riscatto della laurea, e i primi interventi nel sistema degli ammortizzatori, come l’indennità di disoccupazione. Sugli altri capitoli dell’intesa (il superamento dello scalone e la riforma del mercato del lavoro) la Fiom è però molto critica. In particolare giudica «sbagliate» le decisioni sulle pensioni a partire dall’«incomprensibile» scelta delle quote per il superamento dello scalone, fino alla decisione sulla clausola di salvaguardia. Ed è negativa la valutazione anche sul limite per i lavori usuranti, fissato a 5.000 uscite l’anno, e la revisione dei coefficienti di trasformazione del sistema contributivo. Su mercato del lavoro e competitività, afferma il documento di Rinaldini, «l’intesa prevede scelte sbagliate, giocate esplicitamente contro la Cgil come scelta politica, tanto più evidente, perché riguarda misure che non hanno particolari costi finanziari». Ma il sindacato dei metalmeccanici «valuta positivamente la decisione di Cgil, Cisl, Uil di promuovere la consultazione certificata dei lavoratori e dei pensionati» e assicura che «applicherà rigorosamente le modalità che saranno definite».

        gp.r.