Scontro al Senato sulla riforma del lavoro

18/09/2002




18 settembre 2002


ITALIA-LAVORO


Scontro al Senato sulla riforma del lavoro

Parte la discussione: presentati 700 emendamenti – Sacconi accusa l’opposizione di fare ostruzionismo

S.U.


MILANO – Per la riforma del mercato del lavoro si apre una fase decisiva. Ha fatto ieri il suo esordio in aula al Senato il disegno di legge 848. Si tratta del testo che contiene le norme sui centri pubblici per l’impiego, sulla cessione del ramo d’azienda, sulla revisione di alcuni contratti atipici e sulla riforma del part time. L’obiettivo del Governo è quello di ottenere il disco verde da Palazzo Madama entro la settimana per poi passare alla Camera e quindi arrivare al varo definitivo entro l’anno. Subito dopo, chiuso con questo provvedimento, «si passerà – ha dichiarato il relatore Oreste Tofani di Alleanza nazionale – all’esame del Ddl 848 bis», il testo che ha recepito lo stralcio dell’articolo 18. Calendario confermato dal sottosegretario al Welfare, Maurizio Sacconi, secondo il quale «gli emendamenti al Ddl 848 bis, che contiene anche la riforma degli ammortizzatori, saranno presentati in Senato entro la fine la fine della settimana». Nonostante, però, gli auspici dell’Esecutivo sul cammino del Ddl 848 gravano ben 700 emendamenti e la forte contrapposizione tra maggioranza e opposizione. E che il clima sia piuttosto è stato confermato, all’apertura dei lavori, dalla richiesta di questione sospensiva da parte dell’opposizione, respinta dall’Aula. Un atteggiamento questo giudicato «ostruzionistico» da Sacconi. «Le tattiche ostruzionistiche promosse da tutta l’opposizione – sostiene il sottosegretario al Welfare – confermano che tutte le componenti dell’opposizione si sono omologate sotto la guida di Cofferati. Dalla Margherita a Rifondazione – ha commentato – l’opposizione appare un’identità indistinta nell’impedire quelle riforme che esistono già negli altri Paesi». L’obiettivo, secondo Sacconi, è quello di «impedire l’ingresso degli operatori privati che consentono di ampliare i servizi di incontro tra domanda e offerta, gratuiti per i lavoratori, e la revisione di tipologie di lavoro come quello a tempo parziale che consentono di coniugare i tempi di famiglia e di apprendimento con quelli del lavoro». L’attività di collocamento della manodopera è, infatti, al momento esclusivo appannaggio del servizio pubblico e di pochi operatori autorizzati. Prevista, fra l’altro, l’abolizione «dell’oggetto sociale esclusivo per le agenzie di interinale» che consentirebbe a queste di svolgere anche funzioni di collocamento. E dall’opposizione è pronta la risposta per Sacconi. Arriva da Tiziano Treu, esponente della Margherita ed ex ministro del Lavoro, che giudica l’accusa di ostruzionismo indicativa di «un certo nervosismo». «Il vero ostruzionismo lo ha fatto il Governo – sottolinea Treu – non accogliendo praticamente nulla delle nostre proposte. Eppure noi avevamo fatto aperture significative in materia, ad esempio, di part time e persino di prestito di manodopera. Per noi questa non è una riforma ma uno spezzatino di provvedimenti assai modesto». Intanto, sempre ieri è arrivato in Parlamento il decreto legislativo di riforma del collocamento. Il decreto, ha ricordato Sacconi, «costituisce la premessa di quella Borsa continua del lavoro che intendiamo costituire e che sarà rivoluzionaria in un Paese in cui oggi solo il 4% dei rapporti di lavoro è intermediato dai servizi all’impiego».