«Sconti a ore per frenare i prezzi»

18/09/2003




18 Settembre 2003

L’INFLAZIONE DI EUROLANDIA SALE AL 2,1%. IN TRE ANNI SVALUTATI DEL 13,3% GLI STIPENDI DEGLI IMPIEGATI
«Sconti a ore per frenare i prezzi»
Il governo tratta coi commercianti e punta sull’e-commerce
ROMA
Tutte le buste paga hanno perso nell’ultimo triennio la guerra contro l’inflazione (impiegati -13,3%, operai -9,3%, dirigenti -7,8%), i prezzi continuano a salire soprattutto nel settore alimentare e un’ulteriore aggravio per le famiglie è venuto dall’apertura delle scuole con libri, diari e cartelle sensibilmente più cari. Ma le terapie che si profilano a breve e medio termine non sembrano certo sufficienti a frenare la crescita, tanto meno a determinare una decisa inversione di rotta sollecitata da più parti.
Ieri, in due incontri separati, il ministro delle Attività produttive Antonio Marzano ha proposto ai presidenti di Confcommercio Sergio Billè e di Confesercenti Marco Venturi un impegno diretto al contenimento dei prezzi attraverso un protocollo d’intesa sulla falsariga di quello firmato con l’Ania in primavera per le tariffe rc-auto. «Il governo – osserva Marzano – può intervenire solo sul piano della moral suasion». Quindi, non può che limitarsi a chiedere alle organizzazioni dei commercianti la definizione di un patto che esorti gli associati a non far lievitare i listini. Però, il 1° ottobre, in occasione di una riunione dell’Osservatorio sui prezzi potrebbero essere approfondite alcune misure da mettere in campo, come una maggiore liberalizzazione delle vendite straordinarie, promozione di distretti commerciali, incentivi per l’innovazione nel settore.
Inoltre, dice il ministro: «Vorrei incentivare le regioni, che hanno competenza in materia di commercio, ad individuare un percorso comune per raggiungere una maggiore concorrenzialità nella distribuzione. Ed anche un happy hour dello shopping: un meccanismo simile a quello adottato in alcuni megastore americani, cioè prezzi e offerte vantaggiose in alcune ore o giorni della settimana. Si può pensare pure a promuovere l’e-commerce per ridurre l’impatto dei costi sulle attività commerciali, senza però ricorrere ad alcuna forma coercitiva».
Dalla Confesercenti Marzano ottiene una prima risposta positiva. «Ci impegnamo – annuncia il presidente Marco Venturi – a dare il nostro contributo, anche alla luce del fatto che forse già la prossima settimana sarà varato con l’Intesa dei consumatori un accordo sul “menù amico” che frenerà fino al 30 dicembre i prezzi di pranzo e cena nei ristoranti che aderiranno. Ci sono altre iniziative allo studio, come lo stop ai prezzi una volta alla settimana dei “pranzi di qualità” con prodotti tipici». Billè: «I consumatori hanno ragione ad essere arrabbiati, il loro sciopero è legittimo, però colpisce il bersaglio sbagliato. Prendersela con i commercianti significa non aver centrato le responsabilità. La colpa è della distribuzione, che o è nelle mani della malavita o ha la testa altrove».
Non la pensa così il presidente di Confindustria, Antonio D’Amato, che attacca in modo duro: «Bisogna convincere i commercianti ad abbassare i prezzi che sono stati aumentati senza giustificazioni obiettive. Occorre una seria lotta all’inflazione e di questo discuteremo al più presto con i sindacati». Interviene il presidente della Confederazione italiana agricoltori (Cia) Massimo Pacetti: «Non ci sono stati rialzi dei prezzi all’origine per i prodotti agricoli. Ci danno più o meno gli stessi soldi e, intanto, c’è un inspiegabile aumento delle quotazioni al consumo da tanti mesi, soprattutto per l’ortofrutta. Il governo convochi in tempi rapidi un incontro con i rappresentanti del mondo agricolo per fare chiarezza sulle vere cause del fenomeno».
Gli analisti macroeconomici degli uffici studi delle grandi banche prevedono che saranno proprio gli acquisti per l’anno scolastico, insieme ai prodotti alimentari freschi, a mantenere il carovita nella migliore delle ipotesi al 2,8% di agosto, sempre che non salga al 2,9%. E ciò mentre da Eurolandia arriva il segnale che il tasso di inflazione medio europeo si attesta a settembre sul 2,1%, e dalla Grecia segue l’annuncio (di fronte ad un’inflazione al 3,3%) di due misure di contenimento: le grandi catene di supermarket congelano qualsiasi aumento da qui a gennaio e le associazioni dei mercati rionali manterranno fermi i prezzi al livello del 13 settembre.