Scommesse, decreto salva-ippica

17/03/2003



              Sabato 15 Marzo 2003
              Scommesse, decreto salva-ippica

              Sport & business – I «vecchi» minimi garantiti ridotti del 33% (85 milioni €): il resto sarà pagato in nove anni

              M.CAV.


              ROMA – Il Governo dà un colpo di spugna su un terzo dei debiti pregressi – circa 85 milioni – per ridare ossigeno ai gestori di scommesse sull’ippica, e quindi ossigeno anche all’Unire, l’ente che finanzia il settore. Resta in sospeso invece il contenzioso per le scommesse sugli sport, che vede opposti i concessionari e il Coni. Considerando che spesso le agenzie sono concessionarie di entrambi i tipi di scommesse, ci si sarebbe potuto attendere un unico provvedimento, ma evidentemente i tempi non erano ancora maturi. Così il decreto legge approvato ieri dal Consiglio dei ministri – che è stato presentato alla stampa dal ministro delle Politiche agricole, Gianni Alemanno – dovrebbe mettere la parola fine solo a una parte della vicenda che ormai da qualche anno ammorba il mondo delle scommesse e gli enti che dalle scommesse traggono buona parte dei loro finanziamenti: Unire e Coni. «L’Unire esce più forte da questo decreto – ha detto Alemanno – potrà gestire le concessioni sia per le proroghe che per le revoche e inoltre ci saranno agevolazioni che permettono alle agenzie di andare avanti. Insomma un clima di garanzia per tutti. Si tratta di una grossa opportunità per il settore: abbiamo sciolto i nodi che hanno decretato la crisi, ma ora serve l’impegno dell’Unire per voltare pagina. Non posso certo presentarmi tra due mesi a Palazzo Chigi per dire che ci sono nuovi problemi. Noi l’impegno l’abbiamo mantenuto, ora sta a voi uscire dal guado e pensare al rilancio del settore». «È un passo importante», ha riconosciuto Maurizio Ughi, presidente di Snai, aggiungendo poi che «se anche il Coni accetterà di rinunciare a un terzo del pregresso, il Governo nel corso dell’esame del decreto da parte delle Camere potrà allargare l’intervento alle scommesse sportive». Ma vediamo più in dettaglio come si articola il decreto, frutto di una cooperazione tra i ministeri dell’Economia e delle Politiche agricole.
              L’Unire. Viene garantito un finanziamento decennale di 150 milioni di euro da parte della Cassa Depositi e Prestiti. Gli oneri di questo mutuo saranno in parte a carico dello Stato: il ministero dell’Economia si impegna infatti a versare un contributo in conto interessi di 3,5 milioni all’anno. Inoltre l’Unione nazionale incremento razze equine riacquista parte dei suoi poteri a scapito del ministero dell’Economia, poiché verrà chiamato a partecipare ai processi decisionali in materia di giochi e scommesse sull’ippica. Un rappresentante dell’Unire, così come del ministero delle Politiche agricole, entrerà a far parte del Comitato generale per i giochi. I concessionari. Chi non aveva aderito al decreto interdirigenziale (in sostanza, chi aveva deciso di gettare la spugna e ritirarsi dall’attività) potrà tornare sui suoi passi entro il 6 maggio, versando una penale. Per gli altri scatta la riduzione del 33,3% dei minimi garantiti pregressi (pari in totale a 250 milioni di euro), mentre la parte restante potrà essere pagata in otto rate annuali a partire dal 2004. Viene inoltre ridotta l’aliquota dell’imposta unica. In sostanza si abbassa il carico fiscale e conseguentemente aumenta il corrispettivo che spetta ai concessionari. Questo è l’unico intervento che vale egualmente per i concessionari di scommesse ippiche e sportive. Ora i gestori sperano in un intervento fotocopia per lo sport, «con un analogo sacrificio da parte di tutti per salvare questo mercato – come sottolinea Uberto Selvatico, presidente del sindacato Siarg – anche se da più parti si sta ancora tentando di mettere le mani su questo business».