Scommesse, bufera Snai

04/02/2003





Martedí 04 Febbraio 2003


Scommesse, bufera Snai

Cento gestori abbandonano il sindacato già sotto pressione per la raffica di concessioni revocate dai Monopoli


MILANO – Il mondo delle scommesse è alla resa dei conti. I Monopoli mandano raffiche di lettere ai titolari delle agenzie, comunicando il ritiro delle concessioni. Snai, Sindacato nazionale agenzie ippiche (ma nel frattempo le scommesse si sono aperte agli altri sport), che è leader assoluto di questo mercato, acquista spazi pubblicitari sui quotidiani denunciando la chiusura di 500 aziende e la perdita di 10mila posti di lavoro. Ma intanto, è notizia di ieri, oltre 100 iscritti al sindacato abbandonano Snai. È stato infatti costituito un nuovo organismo che ha preso il nome di Siarg, Sindacato imprese assuntrici e raccoglitrici di gioco. Secondo Uberto Selvatico, promotore dell’iniziativa, i vertici di Snai avrebbero condotto una trattativa fallimentare con il Governo, inasprendo i toni e incassando alla fine una pesante sconfitta, tanto che i Monopoli stanno appunto revocando centinaia di concessioni. Un’altra dimostrazione dei cattivi rapporti con il Governo, secondo Selvatico, sta nella decisione di revocare la concessione alle 300 agenzie "storiche", che operavano senza aver mai vinto una gara e per questo erano finite nel mirino della Commissione europea. «La vicenda è finita in Corte di Giustizia e ora il Governo decide di metterle a gara prima ancora della sentenza». A questo punto, è la speranza dei "fuorusciti", una gestione diversa della trattativa potrebbe portare a risultati migliori. «Ora si può davvero pensare di vincere la scommessa più importante, quella che porta alla sopravvivenza di tutto il settore – è scritto in un comunicato di Siarg – l’Amministrazione ha già avuto modo di esprimere la più grande apertura nei confronti di questo nuovo sindacato». Per tutto il gruppo Snai (al sindacato fa capo Snai Servizi, guidato da Alberto Lucchi, che controlla la società quotata in Borsa, presieduta da Maurizio Ughi, a sua volta fornitrice di servizi ai componenti del sindacato) non è un colpo da poco. Alle centinaia di concessioni revocate si aggiungono i circa 100 secessionisti, ai quali fanno capo più o meno 200 concessioni (il 15% del mercato totale). In entrambi i casi si tratta di soggetti che comprano i servizi della società quotata. Anche se su questo punto Selvatico è categorico: «I rapporti contrattuali con Snai Spa restano. Se i servizi offerti sono buoni, non c’è motivo per interrompere la collaborazione». Come dire: non vogliamo responsabilità sui conti della società quotata, ce ne andiamo solo per difendere gli interessi della categoria. È comunque l’ultima puntata – almeno per ora – di una telenovela che si trascina da troppo tempo. I minimi garantiti (centinaia di miliardi di vecchie lire) erano stati richiesti nel bando di gara, per finanziare l’attività sportiva di Coni e Unire, ma si erano poi rivelati troppo pesanti. Dopo un lungo braccio di ferro il Governo aveva accettato di rivedere le regole, ma senza cancellare gli obblighi pregressi. Poi è arrivata la Finanziaria, con qualche ulteriore apertura, spiega Selvatico. Ma un emendamento "tombale", a sopresa, ha irritato il Governo che lo ha subito cancellato con un decreto legge. Snai ha raccolto la sfida, sostenendo che il colpo di spugna c’è stato ed è valido. Intanto partono le revoche delle concessioni, alle quali inevitabilmente seguiranno dei ricorsi al Tar. E nel frattempo il Coni, che agonizza, come si finanzia? «Il business c’è, soffocarlo non ha senso, se le agenzie chiudono il Coni si taglia l’erba sotto i piedi», hanno sempre detto i titolari delle agenzie. E proprio oggi sotto la presidenza di Gianni Petrucci si riunisce la Giunta esecutiva del Coni, mentre domani sarà la volta del Consiglio Nazionale. All’ordine del giorno tra gli altri argomenti ci sono anche le scommesse sportive.
MARTINO CAVALLI

La scommessa dei minimi garantiti
Le tappe del confronto tra Governo e concessionari

              -Il sindacato Snai è composto da circa 700 gestori di
              agenzie di scommesse ippiche e sportive. Attraverso Snai
              Servizi Srl, il sindacato controlla la maggioranza di Snai Spa,
              quotata in Borsa. Quest’ultima, a sua volta, fornisce ai
              gestori delle agenzie i servizi essenziali alla loro attività.
              -Un centinaio di gestori, titolari di circa 200 concessioni, ha
              deciso di uscire dal sindacato creandone uno nuovo,
              continuando però ad acquistare i servizi di Snai Spa. Altre
              centinaia di gestori intanto sono obbligati a chiudere, perché
              i Monopoli hanno revocato la concessione.
              -La revoca delle concessioni deriva dal mancato pagamento
              dei minimi garantiti a Coni e Unire, centinaia di miliardi di
              vecchie lire. Il pagamento dei minimi era un elemento del
              bando di gara, ma secondo i concessionari si tratta di cifre
              troppo alte, il cui pagamento porterebbe alla chiusura
              dell’attività.