Sciopero trasporti: Condanna dell’Ulivo

02/12/2003


2 dicembre 2003



LO SCIOPERO DEI TRASPORTI
LA POLITICA

Condanna dell’Ulivo
Fassino: «Scelta grave»

«Equilibrio tra diritti dei lavoratori ed esigenze dei cittadini» Il governo chiederà punizioni. Sacconi: ora regole più severe
      ROMA – Questa volta i lavoratori in sciopero sono abbandonati da tutto il centrosinistra, Rifondazione esclusa. Ovviamente, nel mirino ci sono gli autoferrotranvieri che a Milano e in altre città, hanno incrociato le braccia prima e oltre l’orario previsto per la protesta. Violando perciò le regole previste dalla legge sugli scioperi nei servizi pubblici essenziali. «Quel che è accaduto a Milano è grave – dice il leader dei Ds Piero Fassino – perché le lotte sindacali devono essere realizzate cercando sempre un punto di equilibrio tra diritti dei lavoratori ed esigenze dei cittadini. Quando questo non avviene si produce un duplice danno: i cittadini soffrono ingiustamente disagi gravi; i lavoratori non vengono compresi dall’opinione pubblica». È soprattutto questa preoccupazione per le reazioni dei tanti cittadini infuriati che muove i commenti del centrosinistra. Che del resto trovano una sponda anche nei leader sindacali. Con il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani, che è anche più duro di quelli della Cisl e della Uil: «Non è ammissibile violare le regole – dice Epifani – perché così si prendono in ostaggio altri lavoratori». Naturalmente tutti, a sinistra, sottolineano «l’esasperazione» di chi aspetta il contratto da due anni. «Tuttavia – afferma anche Tino Tibaldi, responsabile Lavoro del Pdci – le azioni di lotta ad oltranza non sono condivisibili perché si scaricano sugli utenti».
      Il governo, oltre che condannare la violazione delle regole si è mosso per ottenere che, questa volta, i responsabili siano puniti. Il sottosegretario al Lavoro, Maurizio Sacconi, ieri ha parlato con il presidente della commissione di garanzia sugli scioperi, Antonio Martone, al quale spetta l’istruttoria e la decisione sulle eventuali sanzioni (multe), che possono riguardare sia i singoli lavoratori che i sindacati. Ma Sacconi va oltre e propone di modificare la legge introducendo «l’obbligo per il singolo lavoratore del servizio di pubblica utilità di comunicare preventivamente l’adesione allo sciopero».

      In questo modo, dice il sottosegretario, si potrebbero valutare in anticipo l’impatto dell’agitazione e le responsabilità rispetto a comportamenti irregolari. «Questa modifica, sulla quale peraltro ho molte perplessità – replica l’ex ministro del Lavoro Tiziano Treu (Margherita) – non funzionerebbe in casi come quello di Milano. Qui basta applicare le sanzioni, che già ci sono».
      La legge, ricorda Franco Bassanini (Ds), «fu già rafforzata, grazie al lavoro di Massimo D’Antona, e sotto la mia responsabilità nel 1999 quando ero sottosegretario alla presidenza del Consiglio, e col pieno accordo di Cgil, Cisl e Uil». «La violazione delle norme a tutela dei diritti dei cittadini non è assolutamente giustificabile», aggiunge. Se la legge ha funzionato nella pubblica amministrazione (ministeri, scuola, sanità), ma non nei trasporti e perché «qui non è stata applicata la legge sulla rappresentanza sindacale», conclude Bassanini, ricordando che anche di questa normativa il padre fu D’Antona, il giurista ucciso dai terroristi il 20 maggio del 1999.
Enrico Marro


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