Sciopero riuscito negli hotel Unindustria

23/03/2005

    mercoledì 23 marzo 2005

      Pagina 32 – Provincia

        Astensione quasi totale dal lavoro nei cinque stabilimenti prescelti, oggi si replica
        Sciopero riuscito negli hotel Unindustria
        I sindacati: «Accettiamo l’incontro con Mattiazzo, ma prima deve ritirare la disdetta»

        MONTEGROTTO. Come preannunciato, sono iniziati ieri gli scioperi «a scacchiera» nei 21 alberghi aderenti a Unindustria che hanno deciso di disdire il contratto territoriale. Sei gli hotel dove ci sono state agitazioni: cinque a Montegrotto (Commodore, Marconi, Neroniane, Imperial e Bellavista) e uno ad Abano (Principe). Secondo i sindacati ha incrociato le braccia il 99 per cento dei circa 200 dipendenti.

          Lo sciopero è iniziato alle 4 del mattino, in concomitanza con l’apertura dei reparti cura. I picchetti erano già difronte agli stabilimenti per informare i lavoratori delle ragioni dell’agitazione e per sollecitare una massiccia partecipazione. Nel corso della giornata tutto si è svolto con la massima calma. Mentre alcuni dipendenti presidiavano l’entrata delle aziende, i colleghi distribuivano agli ospiti stranieri, soprattutto tedeschi, volantini in cui si spiegavano le motivazioni della clamorosa iniziativa, che giunge dopo 13 anni dagli ultimi scioperi. «Sin dall’inizio la nostra strategia è stata quella di dialogare con il lavoratori, senza cercare in alcun modo di impedire l’ingresso negli hotel – ha dichiarato Ivana Veronese della Uiltucs-Uil – Ci siamo presentati davanti agli alberghi e abbiamo chiesto loro di non entrare. La risposta è stata immediata».

          Poche le eccezioni: alcuni lavoratori autonomi, come i gestori dei bar all’interno degli stabilimenti, qualche cuoco o portiere. In totale, la media è stata di due dipendenti per hotel. E in certi casi, nemmeno quelli. Come, per esempio, all’albergo Commodore, uno dei tre, assieme al Marconi e al Neroniane, gestiti da Pier Livio Mattiazzo, presidente della sezione Terme e Turismo di Unindustria. Nell’hotel l’adesione allo sciopero è stata totale. Numerosi i cartelli di protesta indirizzati al numero uno degli imprenditori che hanno aderito a Unindustria.

          «Presidente Mattiazzo, per chi? E perché? Per la poltrona?». «Mattiazzo, ritira la disdetta!». «Non accettiamo trent’anni di diritti in meno!». «Siamo soddisfattissimi di come è andata questa prima giornata di lotta – ha esultato Renata Mazzacco della Fisascat-Cisl – Mattiazzo ha dichiarato di averci chiesto un colloquio che abbiamo rifiutato. E’ falso. Siamo sempre disposti a un incontro, anche qui, ora, davanti ai cancelli. Ma prima deve essere ritirata la disdetta. I lavoratori di questi alberghi non meritano un trattamento simile, per la loro preparazione professionale, la loro correttezza e attaccamento all’azienda». «Decisamente, è stato un successo – ha commentato Hamid Reza Khakpour della Filcams-Cgil – Eravamo certi di una risposta così massiccia da parte dei dipendenti degli hotel. Adesso proseguiremo con lo stesso schema: picchetteremo 4-5 alberghi ogni giorno, iniziando sempre alle 4 del mattino con i reparti cura». Se a Montegrotto lo sciopero è stato un successo, non altrettanto si può dire per l’unico albergo aponense, il Principe di viale delle Terme, dove molti lavoratori hanno varcato i cancelli. Oggi, quindi, si replica. La prima tornata di agitazioni si concluderà a ridosso della domenica pasquale. Se nel frattempo Unindustria non tornerà sui suoi passi, si ricomincerà da capo. In piena stagione turistica.