Sciopero oggi alla Cristian Dior: vuol chiudere a Pisa e traslocare a Milano

08/03/2002







Sciopero oggi alla Cristian Dior: vuol chiudere a Pisa e traslocare a Milano
 

PISA — «Festa della donna» di sciopero per i lavoratori della Christian Dior di Pisa. La decisione della direzione generale di trasferire uffici e magazzino alla sede centrale di Milano ha provocato una durissima reazione dei sindacati. «La Filcams-Cgil — si legge nel comunicato diffuso — esprime la contrarietà alle intenzioni di dismettere le attività del magazzino e dei servizi connessi — sono circa 60 gli addetti, n.d.r. — entro la fine dell’anno in corso e chiede all’azienda di modificare tale orientamento, in modo da mantenere una presenza significativa sul territorio pisano». L’assemblea dei lavoratori ha proclamato lo stato di agitazione, il blocco degli straordinari e per la giornata di oggi lo sciopero dei dipendenti della filiale. «Guerra» aperta, dunque, anche se Michele Orsi, segretario Filcams-Cgil sottolinea che «l’azienda non ha ufficialmente aperto alcuna procedura formale di messa in mobilità, ma ha soltanto espresso le sue intenzioni operative per l’immediato futuro».
L’intenzione è di cessare le attività del magazzino (attualmente la maison CD, funzionante a Pisa dal lontano ’47) e dei servizi annessi — amministrazione, merchandising, informatica e commerciale — trasferendo questi ultimi a Milano. In futuro, la distribuzione del prodotto finito avverrebbe direttamente dalla Francia, da ciò l’inutilità del magazzino pisano che oggi provvede a rifornire l’intero territorio nazionale. La vertenza è delicata, perché da un lato appare sicura la perdita del posto di lavoro per i dipendenti del magazzino, mentre dall’altro imporrebbe il trasferimento a Milano per il resto del personale impegnato in mansioni di ufficio. A sostegno dei lavoratori è sceso in campo anche il centrosinistra: Ds, Democratici, Pdci, Ppi, Lista Persone e Verdi per Pisa hanno chiesto al sindaco Fontanelli di «assumere iniziative per scongiurare la possibile chiusura dell’attività della Christian Dior con conseguente ricaduta occupazionale sulla città».
di Aldo Gaggini