Sciopero: le terme restano chiuse

03/07/2004
         
        SABATO, 03 LUGLIO 2004
         
        Pagina 11 – Grosseto
         
        Sciopero: le terme restano chiuse
         
        Fermi gran parte degli impianti a Montecatini e Monsummano
         
        In discussione orario di lavoro e precariato
        I sindacati: «Solidarietà anche da parte dei clienti»
         

         MONTECATINI. Grande soddisfazione espressa dai sindacati (Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil) per la riuscita dello sciopero dei lavoratori termali, che si sono astenuti ieri dal lavoro per sollecitare il rinnovo del contratto collettivo scaduto da oltre un anno. In discussione la difesa del salario, il diritto di precedenza nelle riassunzioni degli stagionali, la difesa della professionalità e l’orario di lavoro, uso corretto e non abuso di contratti a termine e contratti di lavoro interinale». «L’adesione allo sciopero – secondo Gessica Beneforti (Filcams) – ha sfiorato il 90% a Montecatini ed è stata altissima anche a Grotta Giusti a Monsummano, circa l’80%».

         «La maggior parte degli stabilimenti – spiega un documento sindacale – è rimasta chiusa: hanno aperto i cancelli solo il Tettuccio, ma l’ingresso era gratuito e non garantiva nessun servizio e l’Excelsior, ma le caldaie erano spente e non si potevano fare trattamenti». Nella serata di giovedì la società Terme aveva spedito un comunicato nel quale il vicedirettore, Marco Facco, esprimeva «rammarico per non essere riusciti a incontrare i rappresentanti dei lavoratori prima dello sciopero come era nelle nostre intenzioni. Eppure con una lettera inviata il 29 giugno avevamo richiesto un incontro e tale istanza era stata accolta dai sindacalisti».
         L’incontro avrebbe dovuto svolgersi, secondo Facco, giovedì scorso, ma, continua il comunicato «le stesse sigle sindacali hanno informato la società di gestione circa la loro indisponibilità».


         Dura la risposta dei sindacati: «Dispiace rilevare come il vicedirettore delle Terme non sia riuscito a comprendere la differenza che intercorre tra una contrattazione nazionale e una aziendale. E’ poi curioso che, dopo numerose richieste di incontro inviate da mesi per problematiche aziendali, l’incontro ci venga concesso solo dopo una conferenza stampa in cui abbiamo denunciato pubblicamente la mancanza di dialogo con la società e per le ore 18.30 del giorno precedente lo sciopero, proclamato tra l’altro dalle strutture nazionali da settimane.


        Oltretutto giovedì, ad alcuni lavoratori stagionali non è stato prorogato il contratto di lavoro, pur permanendo le esigenze che ne avevano determinato l’attivazione e gli stessi sono stati sostituiti da lavoratori interinali, ancora da formare.


         Facco avrebbe anche dovuto scrivere nella sua nota che i sindacati hanno dato la propria disponibilità a incontrare l’azienda in qualsiasi giorno a partire dal 3 luglio. Facco, invece di preoccuparsi dei disagi causati dallo sciopero, dovrebbe preoccuparsi dei disagi e disservizi che quotidianamente si verificano.


         Moltissimi clienti ai quali abbiamo consegnato un volantino in cui spiegavamo le ragioni dello sciopero, hanno solidarizzato con noi, si sono lamentati dell’aumento dei costi senza un parallelo aumento della qualità del servizio ed espresso forti preoccupazioni sul futuro dei nostri stabilimenti termali».