Sciopero, la Cgil risponde no a Rutelli

23/09/2002


23 settembre 2002

              RUTELLI AL «CORRIERE»

                          «Ripensate lo sciopero»

                          Sul prossimo sciopero generale di ottobre non posso non notare che la situazione oggi è obiettivamente cambiata rispetto al 12 giugno quando fu indetto. A mio avviso è possibile un’iniziativa molto più larga e molto più mirata, mentre i contenuti di questo sciopero sono ancora piuttosto legati all’articolo 18.



Sciopero, la Cgil risponde no a Rutelli

Pezzotta: giusto l’invito a ripensarci, ma la Cisl difende il Patto per l’Italia

      ROMA – «La sospensione dello sciopero generale da parte della Cgil sarebbe un atto di responsabilità». Il leader della Cisl, Savino Pezzotta, manda anch’egli un invito al nuovo segretario della Cgil, Guglielmo Epifani, a ripensarci sullo sciopero del 18 ottobre. Ma si tratta di un invito diverso da quello che il leader dell’Ulivo, Francesco Rutelli, ha inviato ieri allo stesso neosegretario della Cgil attraverso l’intervista pubblicata dal «Corriere della Sera». Mentre Rutelli auspica infatti un ricompattamento di Cgil, Cisl e Uil su una linea di critica al governo per non aver saputo impedire il peggioramento della situazione economica Pezzotta spiega che questo non è possibile: «Quello che dice Rutelli è apprezzabile, ma il problema resta il Patto per l’Italia che noi abbiamo firmato e la Cgil no. Allo stato attuale non vedo prospettive per iniziative in comune con la Cgil perché loro scioperano contro il Patto. Noi, invece, sciopereremmo solo se il Patto non venisse rispettato». Per questo l’invito di Pezzotta ha soprattutto il sapore di un appello a non inasprire ancora di più i rapporti tra le due confederazioni con uno sciopero che estenderebbe la frattura sindacale fino ai luoghi di lavoro.
      Se la Cisl, pur ritenendola scarsamente efficace, ha comunque apprezzato l’uscita di Rutelli, la Cgil ha invece mostrato una forte irritazione. Epifani non ha voluto commentare e così molti segretari confederali. «È un intervento che non merita una risposta», dicono un po’ tutti. «È incredibile – dice Gian Paolo Patta, leader della minoranza di sinistra – non sono passate neppure 24 ore dal cambio della guardia tra Cofferati ed Epifani e l’Ulivo già pensa che la Cgil sia un’organizzazione alla quale si possano dare ordini. Ma è un’illusione: tutte le nostre decisioni sono state prese all’unanimità e chi vuole farci cambiare idea non troverà sponde nella Cgil, tantomeno in Epifani». «Secondo me – ironizza Giuseppe Casadio, personaggio forte della segreteria Cgil – dovremmo mandare a Rutelli tutta la documentazione sulle deliberazioni prese dalla nostra organizzazione, così si potrà rendere conto di come la Cgil, non Cofferati, abbiano ragionato e poi deciso sulle iniziative da prendere rispetto a una situazione che, come avevamo previsto con largo anticipo, si aggrava sempre di più».
      Sulle difficoltà del governo nel fronteggiare il peggioramento dei conti fa leva chi nelle tre confederazioni si è sempre speso per l’unità. È il caso di Paolo Pirani, segretario confederale Uil: «Sarebbe stato opportuno che la Cgil avesse aspettato almeno l’incontro di mercoledì a Palazzo Chigi nel quale il governo ci illustrerà la manovra di bilancio. Credo che avere una valutazione comune sulla Finanziaria non sia ininfluente». Potrebbe insomma accadere che accanto alla posizione scontata della Cgil, che boccerà la manovra, anche Cisl e Uil esprimano molte critiche (dalla mancanza dei soldi per il pubblico impiego e la scuola alle misure sulla sanità). Basterebbe questo ad aprire lo spazio per iniziative comuni? In pochi lo credono. In ogni caso, nessuno in Cgil prende in considerazione l’ipotesi di spostare lo sciopero del 18 ottobre e quasi nessuno in Cisl e Uil pensa che ciò possa succedere.
      Se qualcosa di nuovo accadrà, sarà dopo lo sciopero solitario della Cgil e dipenderà molto dalle mosse del governo e della Confindustria. Osserva Fulvio Fammoni, segretario generale del sindacato delle comunicazioni della Cgil: «Anche prima della nostra grande manifestazione del 23 marzo successe la stessa cosa. Ci invitarono a ripensarci per non pregiudicare future iniziative con Cisl e Uil. E come andò? Che la Cgil fece la sua manifestazione e che il 16 aprile ci fu lo stesso lo sciopero generale di Cgil, Cisl e Uil».
Enrico Marro


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