Sciopero, la Cgil ferma Napoli

21/06/2002

Venerdì 21 giugno 2002
Bloccati aeroporto e stazione: "Scusate il disturbo, stiamo lavorando per voi" La manifestazione (quattro ore) contro le modifiche all’articolo 18: alte le percentuali di adesione in Campania
Sciopero, la Cgil ferma Napoli


PATRIZIA CAPUA




«Scusate il disturbo, stiamo lavorando per voi». Fischietto e bandiera rossa, cappellino con la visiera, Salvatore Missaglia, lavoratore edile, iscritto alla Cgil, s’intrufola tra i passeggeri che affollano banchine e marciapiedi e occupa orgogliosamente la Stazione centrale. Il blocco del traffico ferroviario durerà un’ora e mezza circa e sarà totale. Vincono le bandiere della Cgil in «casa D’Amato»: alla Seda di Arzano sciopera il 98 per cento degli addetti. Inizia così a Napoli la giornata dello sciopero generale di quattro ore che ha interessato tutta la Campania, proclamata dalla sola Cgil nazionale contro le modifiche all’articolo 18. Secondo la confederazione di Sergio Cofferati «un successo». Anzi, in molte aziende, dice, la risposta è stata «unitaria». Ma Cisl e Uil contestano cifre e metodo, e intanto a Roma trattano con i vertici di palazzo Chigi la riforma del mercato del lavoro. Per Anna Rea (Uil) «la Cgil ha voluto dare una prova di muscoli, ma non c’è stata l’adesione che ci si aspettava, specie nel pubblico impiego. Non voglio fare la guerra delle cifre, ma l’uso dei picchetti è stato un po’ scorretto. Ora però guardiamo al giorno dopo». Pietro Cerrito (Cisl) «screma», invece, i numeri: «Non più del 30 per cento nelle grandi aziende. L’azione della Cgil rompe di più i rapporti unitari. Una forzatura inutile. Non mi pare un successo».
Edili, tute blu della Magneti, Lsu e chimici invadono i binari dello snodo di Gianturco, impedendo così anche il transito dei treni per piazza Garibaldi, con la benevola complicità di tanti cittadini solidali con le ragioni del sindacato. L’Eurostar TarantoRoma salta la fermata di Napoli e si ferma a Villa Literno da dove i viaggiatori vengono trasferiti in bus. Ad Acerra si ferma invece l’espresso MilanoNapoli. «Per la difesa dei diritti inviolabili, si può anche partire o arrivare in ritardo» dice solennemente una giovane donna seduta sul suo «troller». In via Argine gli operai della Whirlpool e dell’Ansaldo, dove secondo la Cgil, l’adesione allo sciopero è stata totale, organizzano un blocco stradale.
Nelle stesse ore a Pomigliano D’Arco, i sindacalisti della Fiom attuano il picchettaggio ai cancelli della Fiat. Nei reparti della casa automobilistica torinese entrerà oggi solo qualche decina di addetti con un’adesione del 90 per cento. A piccoli gruppi i lavoratori raggiungono piazza Primavera, nel centro della cittadina, dove dal palco parlano Marisol Pardo, dirigente del sindacato spagnolo Commissione Obreras, Michel Gravano, segretario della Camera del lavoro metropolitana e Tito Magni, segretario nazionale dei metalmeccanici. In piazza anche una cinquantina di No Global che dalle 4 del mattino hanno picchettato alcune agenzie di lavoro interinale di Pomigliano che lavorano per la Fiat. Massimo Brancato, della segreteria regionale dice: «Tra le bandiere spuntavano anche quelle di Cisl e Uil e parla di adesioni altissime allo sciopero, il 75 per cento all’Alenia del Fusaro, e di Giugliano con l’80 per cento. oltre 80 per cento alla Fondazione Idis a Bagnoli.
Incrociano le braccia in 5000 i lavoratori del Comune di Napoli, alla Regione e in tutto il pubblico impiego, alta adesione. Secondo Michele Gravano «pari a quella del 16 aprile scorso per lo sciopero generale unitario, con un numero superiore al doppio degli iscritti alla Cgil». Consenso più che largo, fino al 63 per cento nelle banche, esattorie, assicurazioni, Banca d’Italia.