Sciopero generale sulle tasse La Cgil: “In piazza il 12 marzo”

25/01/2010

ROMA – Lo sciopero generale della Cgil si terrà il 12 marzo. Lo ha detto a Repubblica il segretario generale della confederazione, Guglielmo Epifani. Sarà uno sciopero di quattro ore con diverse manifestazioni in tutta Italia. La Cgil chiede di ridurre il prelievo fiscale sui lavoratori e i pensionati, di aumentare il periodo in cui si riceve l´indennità di disoccupazione e di far crescere l´importo (attualmente 7-800 euro) della cassa integrazione. Un pacchetto di richieste per affrontare la crisi che sul versante occupazionale si prospetta ancora lunga, e al quale il sindacato di Corso d´Italia ha deciso di aggiungere anche la proposta di una diversa politica per l´accoglienza dei lavoratori immigrati dopo i fatti di Rosarno.
È questo l´ennesima divisione tra le tre confederazioni sindacali. Non a caso la Cisl e la Uil hanno criticato l´iniziativa della Cgil definendola «politica» e destinata a non portare a casa alcun risultato.
Certo il tema delle tasse, con la pressione fiscale ormai di nuovo al livello record del 43 per cento a causa del crollo del Pil (quasi sei punti), è destinato a tenere banco nei prossimi mesi. Nella maggioranza emergono le prime incrinature dopo lo stop imposto dal ministro dell´Economia, Giulio Tremonti, alla tentazione del premier, Silvio Berlusconi, di rispolverare il vecchio progetto di un sistema a doppia aliquota: una del 23 per cento per i redditi fino a 100 mila euro, e l´altra al 33 per cento per tutti i redditi superiori. Alla Convention di Arezzo del Pdl è stato il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, a sostenere – diversamente da Tremonti – che se la crescita economica dovesse rivelarsi più robusta delle previsioni, allora sarebbe possibile fin dal prossimo anno realizzare concretamente i primi tagli sui redditi più bassi. E ieri, intervistato da Sky, il titolare del Welfare, Maurizio Sacconi, ha gettato acqua sul fuoco: nessuna divisione nel governo, Tremonti e Scajola «dicono la stessa cosa», e tutti vogliamo ridurre la pressione fiscale.
Ma è sui tempi che ci sono le divisioni nel governo. Nel suo ragionamento Sacconi si è schierato con Tremonti: difficile fare previsioni finché non ci sarà la ripresa. «Certo – ha aggiunto il ministro – se i cittadini decidessero di attuare uno sciopero fiscale sarebbe devastante». Ipotesi che nessuno, però, ha mai sollevato.
La discussione interna alla maggioranza tra l´estrema cautela di Tremonti e la spinta del Pdl a osare di più, porta all´attacco il segretario del Partito democratico, Pier Luigi Bersani: «Tutte chiacchiere a vuoto mentre l´unica cosa certa è che le tasse crescono». Non prende sul serio le intenzioni del governo nemmeno il leader dell´Italia dei valori (Idv), Antonio Di Pietro: «Sono quindici anni che Berlusconi e i suoi amici ci riempiono di promesse: prima un milione di posti di lavoro, poi l´abbassamento delle tasse, poi una casa per tutti. Ma invece di meno tasse ci hanno dato lo scudo fiscale».