Sciopero generale, sindacati in piazza

23/11/2005
    mercoledì 23 novembre 2005

    Pagina 31 Economia

      Venerdì blocco di quattro ore. Pezzotta: scontro voluto dal governo

        Finanziaria, duello Tremonti-Regioni
        Sciopero generale, sindacati in piazza

        ROMA – Sesto sciopero generale contro il governo Berlusconi. Venerdì i lavoratori si fermeranno per 4 ore (8 nel pubblico impiego) contro la manovra economica. Ci saranno manifestazioni in più di 50 città. La protesta, già proclamata il mese scorso dalle tre confederazioni sindacali, è stata illustrata ieri ai giornalisti dai segretari generali Guglielmo Epifani (Cgil), Savino Pezzotta (Cisl) e Luigi Angeletti (Uil). E resta caldo anche il fronte dei rapporti tra governo ed enti locali. Ieri sera nell’incontro con il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, i rappresentanti delle Regioni e delle autonomie locali sono tornati alla carica contro i tagli ai trasferimenti previsti dalla Finanziaria pari a 2,2 miliardi. Il nodo resta da sciogliere mentre Tremonti avrebbe offerto la disponibilità a reperire 200 milioni, dei 500 finora mancanti alle Regioni per il fondo sociale. Il ministro avrebbe prospettato l’ipotesi di spostare alcuni dei fondi destinati alle politiche per la famiglia. «Ora devo andare dai cattolici – avrebbe detto – perché devo convincerli di un diverso percorso sulla finanziaria». Sui tagli ai trasferimenti l’assessore al Bilancio della Lombardia, Romano Colozzi, ha avanzato una proposta nel tentativo di uscire dall’impasse, ma ha trovato ostacoli tra i suoi stessi colleghi, a partire dal presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani. Colozzi proponeva che fossero Regioni ed enti locali a decidere in autonomia come ripartire al proprio interno i sacrifici necessari a realizzare i 2,2 miliardi di risparmi, superando così le indicazioni del governo che fissa tagli del 4,7% per le Regioni e del 6,5% per comuni, province e comunità montane.

        Dove invece la trattativa è già chiusa, anzi non è mai partita, è sul terreno dei rapporti tra governo e sindacati. Cgil, Cisl e Uil hanno bocciato la Finanziaria perché, dicono, penalizza i cittadini attraverso tagli ai trasferimenti e non contiene misure per lo sviluppo. Hanno chiesto al governo un incontro e sollecitato modifiche, ma inutilmente. «È una protesta sacrosanta», ha detto Epifani. «Lo sciopero lo ha voluto Berlusconi», ha aggiunto Pezzotta. «Riempiremo le piazze», ha assicurato Angeletti. Il leader della Cgil terrà il suo comizio a Roma, a piazza Navona, quello della Cisl a Milano, a piazza Duomo e quello della Uil a Napoli, a piazza Politeama. Secondo il sottosegretario al Lavoro, Maurizio Sacconi, lo sciopero non influirà sulla Finanziaria e Cisl e Uil farebbero bene a non essere «subalterne alla Cgil».

        Oltre che nel pubblico impiego, dove è aperta la vertenza per il rinnovo dei contratti, anche in Abruzzo, Basilicata, Calabria e nelle province di Udine, Frosinone, Latina, Viterbo, Perugia, Lecce, Caltanissetta, Sassari e Brindisi lo sciopero durerà 8 ore. Disagi per i cittadini ci saranno soprattutto nei trasporti. Fermi per 4 ore, con modalità diverse da città a città, bus, tram e metro. I ferrovieri sciopereranno dalle 9 alle 13 mentre i voli subiranno cancellazioni dalle 12 alle 16. Sportelli chiusi anche in banche e uffici postali mentre nella scuola lo sciopero dovrebbe limitarsi alla prima o all’ultima ora di lezione. Contro la Finanziaria ieri ha intanto manifestato il sindacato autonomo Confsal.

          Enr. Ma.