SCIOPERO GENERALE, SCIOPERO COMMERCIO: «UNA VASTISSIMA ESPRESSIONE DI PROTESTA DEMOCRATICA»

26/03/2004

FILCAMS-Cgil
Federazione lavoratori commercio turismo servizi

Ufficio Stampa
www.filcams.cgil.it

26 marzo 2004

SCIOPERO GENERALE, SCIOPERO COMMERCIO: «UNA VASTISSIMA ESPRESSIONE DI PROTESTA DEMOCRATICA»
Comunicato della segreteria nazionale Filcams

«È stata una giornata caratterizzata dalla consapevolezza dei temi messi in campo con lo sciopero generale da CGIL CISL UIL.

Milioni di lavoratori e pensionati hanno manifestato la loro opposizione alle politiche fallimentari del governo e tra loro si sono evidenziati ancora una volta i lavoratori e le lavoratrici del terziario che hanno scioperato per l’intera giornata per il mancato rinnovo del contratto di lavoro. In molti casi hanno preso la parola nei comizi finali.

In molte città si sono organizzati presidi di civile e colorata protesta di fronte alle sedi della Confcommercio.

Dai primi dati l’adesione è stata superiore alle attese posizionandosi tra il 70 e l’80% e molti supermercati hanno chiuso i battenti o tenuto aperto con forzature.

In alcuni casi l’utilizzo strumentale dell’occupazione precaria è stata gestita dalle aziende come “crumiraggio” contro lo sciopero, attivando vere e proprie forme di intimidazione verso i lavoratori a tempo determinato e gli apprendisti che intendevano aderire allo sciopero.

Tali comportamenti denotano una chiara difficoltà da parte degli imprenditori nel contrastare una vastissima e libera espressione di protesta democratica e la dice lunga su come intendono utilizzare le flessibilità del mercato del lavoro.

Filcams Fisascat Uiltucs hanno denunciato con forza tali provocazioni. E ora preannunciano ricorsi in magistratura per attività antisindacale.

Al presidente della Confcommercio Sergio Billè che in televisione ha dichiarato l’intenzione « di incontrare i sindacati per ricucire con ago e filo una situazione estremamente complicata » , ricordiamo che da più di un anno avrebbe potuto esprimere le proprie predisposizioni sartoriali al tavolo negoziale del contratto del commercio.

Noi restiamo in attesa di poterci confrontare. Naturalmente, con il nostro ago e il nostro filo».