Sciopero generale, martedì l’Italia scende in piazza

29/11/2004
    domenica 28 novembre 2004
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    Sciopero generale, martedì l’Italia scende in piazza
    Manifestazioni in ottanta città. Cgil, Cisl e Uil chiedono sviluppo, equità e lavoro. «No ai tagli»

      Giampiero Rossi

        MILANO Martedì l’Italia scende in piazza contro il governo. Saranno un’ottantina, sparse nelle città grandi e piccole della penisola, le manifestazioni organizzate dai sindacati per ribadire la ferma opposizione sociale alla scellerata politica riassunta in una legge finanziaria che che tenta di mascherare con una piccola mancia fiscale le enormi falle aperte nell’economia italiana.

        «Un lavoro sempre più incerto che ci rende sempre più poveri», «Un Governo indisponibile e insensibile al mondo del lavoro», sono alcuni degli slogan che riassumono il significato politico della giornata di protesta, come recita il testo del manifesto creato da Cgil, Cisl e Uil, che anche graficamente rappresenta la lacerazione tra il mondo del lavoro e l’esecutivo. Nel volantino dei sindacati confederali, infatti, compare per tre volte la parola «contro»: contro la Finanziaria 2005 «ingiusta, sbagliata e inadatta», «contro la riforma fiscale iniqua» e «contro i tagli indiscriminati alla spesa pubblica». Quindi vengono elencate le otto richieste avanzate al governo: «una differente politica delle entrate», «la piena occupazione e un lavoro di qualità», «il rafforzamento del potere d’acquisto di retribuzioni e pensioni», iniziative efficaci contro il caro-prezzi e il caro-tariffe; «la conclusione dei contratti aperti», il rilancio dell’economia e del Mezzogiorno, «un welfare di qualità».

        Saranno circa ottanta anche i comizi nei quali i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil ribadiranno e argomenteranno queste richieste: Guglielmo Epifani parlerà a Milano, in piazza Duomo; Savino Pezzotta a Campo Santo Stefano a Venezia e Luigi Angeletti a Torino, in piazza Castello. A Roma l’appuntamento conclusivo è in Piazza Bocca della Verità e alle 11 in piazza Farnese, dove interverrà il segretario confederale della Cgil, Gianpaolo Patta. A Napoli il comizio sarà tenuto da Sergio Betti, segretario confederale della Cisl e a Palermo da Adriano Musi, segretario generale aggiunto della Uil. E per la stessa giornata di martedì, inoltre, hanno indetto lo sciopero anche l’Ugl, la Cisal e l’Orsa Ferrovie.

        «Il problema vero è che abbiamo un governo che ha dimenticato e dimentica che in Italia ci sono anche rappresentanze sociali. Pensa che valga solo il momento del voto, che è un momento importante, ma che poi decida da solo. Se lui decide da solo, noi decidiamo da soli un bello sciopero e se non basterà uno vedremo quali altre manifestazioni mettere in campo». Così il segretario generale della Cisl, Savino Pezzotta, sottolinea lo spirito che ha condotto i sindacati a indire unitariamente una nuova giornata di lotta. «La dinamica che hanno messo in piedi è questa – aggiunge Pezzotta – un accordo di maggioranza blindato e quando un accordo è blindato non c’è più spazio per le parti sociali. Qui sta l’errore di fondo, l’errore politico, la rottura del Governo nei confronti del sindacato. Oltre al merito, credo che siamo entrati in una fase molto delicata e molto difficile».

        In un’intervista pubblicata da Liberazione, anche il leader della Fiom Gianni Rinaldini sottolinea che «lo sciopero generale del 30 novembre non può essere né una testimonianza né una iniziativa una tantum, ma esprime la necessità di rappresentare l’apertura di una fase vertenziale e conflittuale per cambiare le scelte del governo. Al di là dei singoli aspetti che bisognerà vedere meglio nei prossimi giorni – prosegue Rinaldini – da quello che si capisce questa legge finanziaria è tutta dentro alla logica della devastazione del sistema di sicurezza sociale. Questa devastazione ha come riferimento il modello sociale degli Stati Uniti senza essere gli Stati Uniti. Non ci sarà né sviluppo economico né cresceranno i redditi. Il primo colpo arriverà sul terreno dello stato sociale. I lavoratori e i cittadini si troveranno a dover pagare tutto e di più. E poi – conclude il segretario generale delle tute blu Cgil – c’è la beffa del taglio del fisco, con una operazione che premia i redditi alti. Senza tener conto che Berlusconi ha abolito di fatto il recupero del fiscal drag».

        LE MANIFESTAZIONI PRINCIPALI

          Milano (Piazza Duomo) – Guglielmo Epifani
          Venezia (Campo Santo Stefano) – Savino Pezzotta
          Torino (Piazza Castello) – Luigi Angeletti
          Bologna – Carla Cantone (segretaria confederale Cgil)
          Trento – Giorgio Santini (segretario confederale Cisl)
          Palermo – Adriano Musi (segretario generale aggiunto Uil)
          Bergamo – Pierpaolo Baretta (segretario confederale Cisl)
          Trieste – Paolo Pirani (segretario confederale Uil)
          Napoli – Sergio Betti (segretario confederale Uil)
          Genova – Carmelo Bargagallo (segretario confederale Uil)
          Ancona – Paolo Nerozzi (segretario confederale Cgil)
          Roma – Gian Paolo Patta (segretario confederale Cgil)
          Cagliari – Ermenegildo Bonfanti (segretario confederale Cisl)
          Lecce – Marigia Maulucci (segretaria confederale Cgil)
          Terni – Titti Di Salvo (segretaria confederale Cgil)
          Brescia – Susanna Camusso (segretaria Cgil Lombardia)
          Udine – Antonio Correale (segreteria nazionale Feneal Uil)
          Bari – Cosmano Spagnolo (segreteria nazionale Fim Cisl)
          Perugia – Alberto Civica (segreteria nazionale Uilpa Uil)
          Potenza – Michele Delicio (segretario generale Uil Basilicata)
          Reggio C. (attivo unitario) – Roberto Castagna (seg. gen. Uil Calabria)

          Così la protesta nei servizi pubblici essenziali

            Ecco in sintesi le modalità di partecipazione delle diverse categorie allo sciopero generale di martedì.

              Pubblico impiego. Ministeri, parastato, Regioni ed Enti locali si fermeranno per l’intera giornata.
              Sanità. I dipendenti del Servizio sanitario nazionale sciopereranno per l’intera giornata. Quattro ore di stop, invece, per la sanità privata.
              Scuola. Insegnanti e personale scolastico terranno assemblee di due ore.
              Università e Ricerca. Il personale di Università e Ricerca si asterrà dal lavoro per l’intera giornata.
              Poste. Uffici chiusi per otto ore.
              Banche. Gli sportelli resteranno chiusi per l’intera mattinata. Riapriranno in orario pomeridiano.
              Trasporti. Le ferrovie si fermeranno quattro ore dalle 9 alle 13. Stop del trasporto aereo dalle 12 alle 16. Il trasporto pubblico locale si fermerà invece con modalità diverse da città a città. Verranno rispettate le fasce di garanzia. Mentre le navi ritarderanno di 4 ore la partenza.
              Tlc e Tv. I lavoratori sciopereranno per quattro ore.
              Acqua, luce, gas. Quattro ore di stop. Ma dalla protesta è esentata la produzione.
              Informazione. Il personale poligrafico di quotidiani ed agenzie di stampa si asterranno dal lavoro per l’intera giornata domani, lunedì 29. Non scioperano i giornalisti.