Sciopero generale. In piazza anche il PD

05/05/2011

Non si contano più le volte che il governo ha annunciato la «svolta» sull’economia, sullo sviluppo. Agli annunci sono seguite solo «manovre » miliardarie di tutte le fogge, con annessi tagli e stangate. L’ultima verrà presentata a giugno mentre oggi Tremonti illustra un decreto che verosimilmente accompagnerà con i soliti toni enfatici, del resto siamo in campagna elettorale. Per la «svolta» che non c’è e che dovrebbe esserci domani la Cgil sciopera e torna in piazza. Sono dodici i punti posti a base della protesta, a cominciare dal fisco che dovrebbe essere più equo, uno «strumento di giustizia sociale» chiede la Cgil che indica il lavoro «come via per la crescita». Lo sciopero è di quattro ore, otto per i metalmeccanici, per gli edili alle prese con una crisi che non dà tregua. Si fermano per l’intera giornata i bancari, i lavoratori delle poste e dell’intero comparto delle telecomunicazioni. Anche i lavoratori della Rai si fermeranno e quelli dello spettacolo e cultura. Sciopero per l’intera giornata anche per la scuola e il pubblico impiego che alle «buone ragioni» di Corso d’Italia, aggiungono le proprie, a cominciare dal rinnovo dei contratti del settore bloccati dalla manovra (appunto) dell’estate scorsa. Il commercio e turismo, con i suoi tre milioni di addetti un contratto ce l’ha: l’hanno firmato Cisl e Uil nei mesi scorsi, senza la categoria della Cgil che domani protesta per otto ore. Negli ospedali saranno garantite le prestazioni essenziali. Nei trasporti lo stop sarà di 4 ore: dalle 10 alle 14 in quello aereo; dalle 14 alle 18 in quello ferroviario. Bus e metropolitane si fermeranno con orari variabili per città e nel rispetto delle fasce di garanzia. Decine di manifestazioni si terranno in altrettante piazze d’Italia. Susanna Camusso parlerà a Napoli. «Trentasei mesi di governo Berlusconi – sottolinea il sindacato – hanno seriamente impoverito il paese. L’economia è depressa, la disoccupazione aumenta così come la pressione fiscale. I lavoratori subiscono l’abbassamento delle tutele e la cancellazione dei diritti». Si tratta del quarto sciopero della Cgil dall’insediamento di Berlusconi e il primo guidato da Susanna Camusso.

IL GOVERNO E LE IMPRESE «Lo abbiamo indetto per chiedere un cambiamento della politica economica, scelte sul fisco e sul lavoro. Quindi ovviamente il primo interlocutore è il governo», ha spiegato ieri Camusso. «Il nostro interlocutore è anche il sistema delle imprese che – ha aggiunto- invece di rivendicare politiche di crescita hanno scaricato sui lavoratori molti dei costi di questa crisi ». Alla domanda se, a Torino, lo sciopero sia anche contro la Fiat, Camusso ha risposto: «Uno sciopero generale ha come obiettivo unificare le condizioni dei lavoratori. Il tema non è chi sta peggio, ma come dall’ unità tra i lavoratori si parta per ricostruire una situazione positiva». L’unità non è cosa di questi tempi. Che sia necessaria lo dicono tutti, il presidente Giorgio Napolitano l’ha messa al centro del suo messaggio ricevendo i leader sindacali per il Primo maggio. Ma al momento si procede separatamente: la Cgil sciopera, mentre Cisl e Uil hanno organizzato una mobilitazione per il 18 giugno per chiedere una riforma sul fisco e le misure per la crescita. Il Pd sarà all’una e all’altra iniziativa. Ieri il segretario Pier Luigi Bersani e il responsabile economico, Stefano Fassina hanno comunicato il sostegno del partito allo sciopero di domani. «Io sostengo tutte le iniziative che mettono al centro il lavoro», hadetto Bersani. «Dobbiamo tutti parlare del problema lavoro, un lavoro che non c’è, ce n’è poco, una disoccupazione giovanile troppo alta». Segue il suggerimento a non far polemiche e a non dividersi. Oltre a Fds e Idv, appoggia la Cgil Sinistra Ecologia Libertà: «La Cgil dice che lo sciopero generale è stato proclamato per responsabilità ed amore verso il nostro Paese – spiega -. Noi siamo d’accordo».