Sciopero Fiom, oggi Bologna, domani il resto di Italia

27/01/2011

Oggi a Bologna e in Emilia Romagna, domani a Milano e nel resto d’Italia: la Fiom torna in piazza con uno sciopero generale di otto ore che punta a bloccare le fabbriche del Paese e quelle del Lingotto in particolare. Obiettivo dichiarato: portare in strada il «no» agli accordi voluti da Sergio Marchionne per governare gli stabilimenti del Lingotto. Dietro lo slogan «Da Pomigliano a Mirafiori… Il Lavoro è un bene comune … Difendiamo ovunque contratto e diritti » sono programmate 17 manifestazioni regionali e quattro provinciali. Si parte dall’Emilia, che anticipa la mobilitazione per evitare un ponte troppo lungo agli operai di Modena, dove lunedì si festeggia il patrono San Geminiano. Ad accompagnare il corteo di Bologna ci saranno Maurizio Landini, segretario generale Fiom, e la leader della Cgil, Susanna Camusso. Con loro, e con le tute blu, sfileranno gli studenti, i movimenti, il Pd regionale e locale con il candidato sindaco Virginio Merola, Idv, Sel, le sigle del centrosinistra, e una delegazione di scrittori capitanata da Carlo Lucarelli. Il corteo si snoderà per i viali cittadini, attraverserà via Indipendenza e si riunirà in Piazza Maggiore. Domani toccherà alle altre regioni. Landini sarà in piazza Duomoa Milano, in compagnia del segretario confederale Cgil Vincenzo Scudiere e di Gad Lerner, don Andrea Gallo e in collegamento video Gino Strada, fondatore di Emergency. Sul palco saliranno anche gli studenti milanesi che hanno solidarizzato con le tute blu Cgil. La mobilitazione lombarda è stata presentata dal segretario regionale Fiom, Mirco Rota, con un presidio e una mini catena di montaggio allestita a due passi dal Duomo dagli operai di alcuni stabilimenti milanesi. «Il ritorno che abbiamo dalle assemblee e dai delegati ci dice che saranno grandi giornate, che il consenso sarà altissimo», ha commentato ieri Landini da Torino, dove in vista dello sciopero si è tenuta la manifestazione «Grazie Mirafiori ». «C’è grande preoccupazione – ha aggiunto il sindacalista – ma anche l’idea che non si può accettare la cancellazione dei diritti». Conlo sciopero «vogliamo inoltre chiedere a Federmeccanica di non seguire la Fiat». Il riferimento è al tavolo aperto dagli industriali con Fim e Uilm per un contratto specifico dell’auto e all’idea di alternare il contratto nazionale e quello aziendale a seconda delle esigenze dei diversi stabilimenti. Tra le manifestazioni di domani, quella di Torino, dove interverrà Giorgio Airaudo, segretario nazionale delle tute blu Cgil e responsabile del settore auto. Per il Veneto, a Padova, ci sarà Giorgio Cremaschi, presidente del Comitato centrale Fiom. A Cagliari, Fausto Durante della segreteria nazionale. In Liguria si terranno quattro manifestazioni provinciali, a Genova, Savona, La Spezia e Imperia, in Toscana a Massa con concentramento davanti alla Eaton. Poi Bolzano, Udine, Massa, Perugia, Ancona, Cassino, Termoli, Pomigliano D’Arco, Bari, Melfi, Vibo Valentia e Termini Imerese.