Sciopero, Epifani chiama l’Ulivo

08/10/2002



8 ottobre 2002



Dal sindacato un’altra «spina» per la coalizione, oggi si incontrano i capigruppo

Sciopero, Epifani chiama l’Ulivo


«La Cgil avverte solitudine nella battaglia, dite che condividete le nostre scelte»

      ROMA – Il futuro dell’Ulivo per ora è una partita a scacchi, che si gioca su più tavoli, tra una riunione di capigruppo, una dei parlamentari di Artemide, una (forse) assemblea dei deputati e dei senatori. E mentre capigruppo, segretari e leader vari cercano una strada per uscire dalla crisi più nera della coalizione, il neosegretario della Cgil Guglielmo Epifani mette un’ipoteca sui prossimi passi dell’Ulivo. La Cgil non è disposta ad accettare divisioni della coalizione sullo sciopero del 18 ottobre. Epifani dice che «avverte solitudine» intorno alla sua battaglia: «Vorremmo che chi dice che il Patto per l’Italia fa schifo dica, allo stesso modo, che condivide le scelte della Cgil. Ed ancora che chi dice che la Finanziaria non va bene, dica anche che condivide lo sciopero della Cgil. Non perché lo dice la Cgil, ma perché è giusto nel merito». Di certo di sciopero e di Finanziaria si discuterà oggi nella riunione dei capigruppo della coalizione, che si incontreranno per cercare di convocare un’assemblea dei parlamentari. Lo aveva chiesto Piero Fassino all’indomani dell’esplosione della coalizione sul voto per l’invio degli Alpini in Afghanistan. Non ne è entusiasta Francesco Rutelli, sono cauti i Verdi e persino il correntone ds. Ma l’assemblea probabilmente prima o poi si farà. Il problema è quando e con quale mandato. Il capogruppo della Margherita al Senato Willer Bordon alza la posta in gioco: «un’assemblea si può fare solo se avrà poteri decisionali veri», spiega sapendo che su questa condizione la coalizione (e i Ds medesimi) non sono uniti. I capigruppo diessini chiederanno che si fissi una data della prossima settimana e che si vada avanti comunque. Chi avrà la meglio lo si capirà in serata, del resto ieri è stato un vero e proprio successo riuscire a convocare i capigruppo.
      Ma già emergono le diverse richieste. I Verdi vogliono che all’assemblea partecipino anche Di Pietro e Rifondazione. I Comunisti italiani vogliono un impegno preciso a favore dello sciopero della Cgil. La Margherita vorrebbe soprassedere. Mastella insiste che Rutelli non è più il leader della coalizione. E ieri Guglielmo Epifani ha messo il centrosinistra di fronte ad un’altra contraddizione.
      La seconda manche si giocherà invece domani sera quando è convocata la riunione dei deputati che fanno capo al gruppo Artemide, formazione trasversale iperulivista. Inizialmente i centosettanta parlamentari di Artemide volevano costituirsi in intergruppo parlamentare per dimostrare ai rispettivi segretari che se si vuol far l’Ulivo si può. Ma gli eventi della settimana scorsa li stanno convincendo che per il momento è meglio soprassedere su iniziative che potrebbero creare più confusione che chiarezza. Ieri persino Massimo D’Alema ha annunciato di voler partecipare alle riunioni di Artemide. «Le porte sono aperte per tutti», ha risposto il socialista Roberto Villetti che con Arturo Parisi, Tiziano Treu e Roberto Pinza è tra gli animatori dell’iniziativa. «La sua adesione sarebbe come dire che stiamo fallendo: se lui ha bisogno di venire in Artemide vuol dire che l’Ulivo non riesce a costruirsi in Parlamento e nel Paese», commenta Treu.
Gianna Fregonara


Politica