Sciopero delle mense. In classe solo panini

15/03/2014

POMEZIA È fissato per lunedì lo sciopero per l`intera giornata dei lavoratori delle mense di Pomezia. Per genitori che accompagneranno i propri figli a scuola c`è la prospettiva del pranzo a sacco e cioè pani preparati dalla stessa mensa e non dai familiari in quanto sarebbe vietato introdurre cibi all`interno della scuola. «Siamo costretti ad effettuare questa giornata di sciopero – hanno detto alcune addette mense delle suole di Pomezia perché dopo mesi di trattative incontri e telefonate, non abbiamo ancora raggiunto Vinte- sa che doveva essere sottoscritta alcune mesi fa e cioè il pagamento regolare dello stipendio, il pagamento delle tredicesime, ed altri emolumenti come previsti dal contratto nazionale di lavoro». Dopo l`inizio turbolento dell` anno scolastico, quando il servizio mensa non ebbe inizio a causa della vertenza aperta da parte dell`amministrazione comunale per il cambio della ditta che doveva preparare i pasti ai ragazzi delle scuole di Pomezia. Oggi si assiste a questa nuova giornata di sciopero che sicuramente metteràin ginocchio tutte le famiglie. Intanto prosegue la vertenza anche per le lavoratrici addette alle pulizie delle scuole. «Purtroppo questa situazione ha già determinato gravi ripercussioni anche sociali – si legge in una nota del sindacato di categoria Filcams Cgil di Pomezia – , e penso allo sgombero avvenuto nei confronti delle signore che in un gesto di estrema disperazione, avevano occupato la scuola Trilussa di Pomezia e che per tutta risposta, anziché attrarre una soluzione a sostegno delle loro rivendicazioni hanno avuto un`ordinanza da parte del sindaco che si è tradotta in una gestione discutibile della questione, tanto da causare il ricorso alle cure del pronto soccorso da parte di tre lavoratrici, e che come sindacato abbiamo condannato duramente in tutte le sedi. Mi soffermo su questo perché trovo incomprensibile ed ingiustificabile il vuoto politico da parte delleAmministrazioni Comunali su questo tema. In questa direzione ci siamo fatti carico come Filcams di scrivere formalmente ai sindaci dei paesi della provincia per informarli, semmai ce ne fosse bisogno, e chiedere un loro intervento fattivo considerato che a livello regionale sono presenti in numero consistente, ovvero oltre 4mila addetti in tutte le scuole del Lazio».