Sciopero della spesa: Coop rompe il fronte

16/11/2007
    venerdì 16 novembre 2007

      Pagina 35 – Economia

      Commercio – Lo stop al carrello per il nuovo contratto

        Sciopero della spesa
        Coop rompe il fronte

          «Noi trattiamo, sabato si lavora»

          Confcommercio Trattativa rotta, verso lo sciopero i sindacati.
          Ma non alla Coop, che continua il dialogo

            MILANO — Spesa a rischio domani (oggi per gli esercizi chiusi al sabato) ma non nei punti vendita Coop. Nessuno sciopero insomma nei supermercati cooperativi che rimarranno aperti nei due giorni in cui i sindacati del commercio hanno indetto la mobilitazione per sostenere la loro vertenza (per il contratto scaduto a fine dicembre 2006 e mai rinnovato e che riguarda due milioni di lavoratori).

            Cooperative crumire? «La nostra è una posizione completamente diversa — spiega Franco Barsali, responsabile settore lavoro per Ancc-Coop —. La nostra trattativa per il rinnovo del contratto collettivo con i sindacati continua. Mentre i lavoratori delle imprese private incroceranno le braccia a causa della rottura delle trattative a opera della Confcommercio». La Coop, in sostanza, ha rotto il fronte con la Confcommercio, si è seduta al tavolo e, nonostante la trattativa delicata, ha firmato il protocollo del 23 luglio 2007 sui contratti a termine, offrendo un’ulteriore disponibilità «a limitare l’uso del contratto a termine a soli 36 mesi » (rinunciando alla proroga prevista dal protocollo) e a favorire il tempo pieno, in cambio di una «flessibilità contrattata dell’orario del lavoro e di un incremento della produttività».

            Ma durante una mobilitazione che prevede una serrata le saracinesche alzate delle Coop non danneggiano il sindacato? «A comportamenti contrattuali differenti corrispondono iniziative di lotta diverse — afferma Susanna Camusso, segretario generale Cgil Lombardia —. Mentre la Confcommercio nega il tavolo, con le Coop la trattativa va avanti. E noi questo lo riconosciamo». Poi rimane il nodo salariale: la richiesta dei sindacati è di un aumento di 78 euro medi a regime al quarto livello per 14 mensilità. Richiesta rigettata dalla Confcommercio ma troppo onerosa anche per le Coop «perché va inserita nel costo complessivo della piattaforma e allora l’incremento sale oltre il 9%» dice Barsali. «Quello salariale è un problema drammatico per la categoria ma lo sono altrettanto la precarietà e il lavoro temporaneo — afferma la Camusso —. Ma se non si sblocca con la Confcommercio le Coop dovranno decidersi sul salario indipendentemente ».

            Antonia Jacchia