Sciopero della spesa

29/06/2004


il manifesto – 29 Giugno 2004
ECONOMIA




 
COMMERCIO
Sciopero della spesa
Stop il 2 e 3. Solidale la Fiom

Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil e le Rsu/Rsa del commercio sono in piena mobilitazione dopo la rottura tra le parti al tavolo della trattativa per il rinnovo del contratto distribuzione commerciale, terziario e servizi. E alle categorie del commercio ieri si è aggiunta anche la solidarietà della Fiom, che ha deciso di lanciare lo sciopero della spesa, sabato prossimo, 3 luglio, in concomitanza con lo stop dei lavoratori di supermercati e negozi di tutta Italia. I dipendenti di grandi catene come Auchan, Coin o Upim però non aspettano il prossimo fine settimana e già dal 25 giugno, all’indomani della rottura delle trattative, hanno cominciato a mettere in atto il pacchetto di 24 ore di sciopero deciso dai sindacati, e frazionato da qui al clou, la protesta di sabato 3. In tutti i luoghi di lavoro si stanno svolgendo infatti le assemblee, calendario che andrà avanti fino a venerdì 2, vigilia della 8 ore nazionale.

La rottura, lo ricordiamo, è avvenuta perché Confcommercio ha ritenuto troppo onerose le richieste dei sindacati sui temi della «flessibilità»: troppi paletti alla legge 30 e ai decreti del governo su orari e contratti a termine, hanno spiegato le aziende alzandosi dal tavolo delle trattative, dopo una concitatissima settimana in cui si era pure profilato il rischio di un contratto separato: la Cgil, infatti, aveva detto no al rinnovo economico sui 4 anni, difendendo l’importanza del biennio in funzione anti-inflazione. Una affollatissima assemblea delle Rsu di Milano, con precise richieste di rispetto della piattaforma unitaria approvata a Montecatini, aveva successivamente dato l’input a una ricomposizione delle segreterie, che così si erano presentate di nuovo unite al tavolo. E proprio a questo punto, venerdì scorso, la rottura decisa dalle imprese.

La segreteria nazionale Fiom ha invitato i metalmeccanici ad astenersi dalle compere il 3 luglio in solidarietà con i lavoratori del commercio, perché «l’importanza della vertenza non sta solo nell’impegno per la tutela del salario e per il miglioramento delle condizioni normative. Decisivo è il conflitto che si è aperto sulla richiesta delle imprese di estendere ulteriormente la precarizzazione del lavoro con l’utilizzo della legge 30».