Sciopero del commercio 19 dicembre: un chiaro segnale alle imprese e alle cooperative

19/12/2015

Una risposta forte è venuta oggi dalle lavoratrici e dai lavoratori del settore, stanchi dei continui attacchi alla loro dignità e ai loro diritti. Le difficoltà del settore e l’assenza di un contratto di lavoro di riferimento si stanno ripercuotendo fortemente su chi ogni giorno, con professionalità e impegno porta avanti il proprio lavoro.

“ Lo sciopero del commercio 19 dicembre e la partecipazione alla manifestazione di Milano hanno voluto riaffermare il valore, la dignità e il ruolo del contratto nazionale, e allo stesso tempo mettere al centro la condizione di chi lavora in questo settore tra crisi aziendali, continue richieste di flessibilità  e gli effetti negativi della liberalizzazione degli orari e delle aperture” ha commentato Maria Grazia Gabrielli segretaria generale della Filcams Cgil a margine della manifestazione.

E solo nel rispetto e nella tutela di questi lavoratori che potrà avvenire la ripresa del negoziato, con un diverso approccio delle controparti per avviare un confronto costruttivo e concreto.

Il punto di rottura tra sindacati e imprese, ruota ancora attorno al binomio salario/diritti: le imprese vorrebbero mettere mano ad alcuni istituti contrattuali, per poi eventualmente dare una risposta anche sotto i profilo del salario: “un binomio” secondo Gabrielli, “che non costituisce un presupposto possibile per la costruzione di un’intesa”.

Inoltre, è obiettivo dei sindacati, quello di evitare il dumping contrattuale e portare ai lavoratori un risultato omogeneo, motivo per il quale anche sui tavoli di Federdistribuzione, distribuzione cooperativa e di Confesercenti, viene preso di riferimento il rinnovo del contratto nazionale di Confcommercio di marzo 2015: “Questo non significa” spiega la segretaria generale della Filcams, “negare le specificità che pure ci sono tra i diversi tavoli, ma le diversità e le peculiarità, non possono essere utilizzate per legittimare arretramenti sotto il profilo normativo e del salario.”

La preoccupazione che ha portato, nei giorni prima dello sciopero, le Aziende e le Associazioni datoriali a mandare messaggi per rassicurare i clienti della possibilità di fare la spesa, testimonia come i valori e le priorità siano profondamente alterati: tra i diritti ancora costituzionalmente garantiti c’è il Diritto allo sciopero e non risulta invece il diritto allo shopping.

Certo, il periodo è quello tra i più importanti per il settore, ma altrettanto importante è il Contratto Nazionale di Lavoro: “La scelta della giornata non è casuale, e i continui attacchi non fanno altro che rafforzare la nostra valutazione” conclude Gabrielli, “le lavoratrici e i lavoratori nella piazza di sabato esprimono il disagio che vivono e la richiesta di un contratto dignitoso. E’ tempo sicuramente di regali ma soprattutto di ascoltare la richiesta legittima che arriva dalla piazza di Milano e passare dalle dichiarazioni d’intenti a consegnare messaggi diversi se realmente si vuole costruire il Contratto Nazionale”.

Sarà ancora un Natale senza contratto, ma dove vuole andare il Governo senza risorse per lavoratori e pensionati?

Susanna Camusso segretario generale della Cgil era oggi in piazza a Milano con i lavoratori del commercio: “la crisi non è finita, ma non si può scaricare la competitività sul lavoro” ha affermato nel suo discorso conclusivo: “Il contratto non è un privilegio, è un fondamentale strumento contro i ricatti e chi lavora deve essere pagato giustamente. Continueremo oltre oggi, perché vogliamo il contratto!”

Comunicato Unitario – Sciopero commercio, migliaia di lavoratori al corteo milanese per i nuovi contratti nazionali di lavoro

Le immagini dello sciopero

 

L’archivio fotografico FILCAMS