Sciopero dei consumi per fermare il caro-vita

07/01/2003

            martedì 7 gennaio 2003

            Intesa e Coalizione propongono una campagna «prezzi scontati». Venturi (Confesercenti): l’Istat faccia rilevamenti
            per le famiglie meno abbienti
            Sciopero dei consumi per fermare il caro-vita

            Luigina Venturelli
            MILANO Le feste terminano, i saldi
            iniziano: solo gli allarmi dei consumatori
            continuano senza sosta. Intesa
            e Coalizione, infatti, per fronteggiare
            il carovita, propongono una
            campagna “prezzi scontati” che vada
            ben al di là della classica stagione
            dei ribassi. Una campagna da sostenere
            anche con scioperi e manifestazioni.
            La Coalizione dei consumatori -
            in una lettera aperta inviata ai presidenti
            di Confcommercio e Confesercenti,
            a quelli delle principali associazioni
            di rappresentanza della
            media e grande distribuzione organizzata
            e al ministro delle Attività
            Produttive Marzano – sollecita un
            accordo quadro tra consumatori,
            commercianti e distributori. Due
            gli obiettivi: la riduzione media dei
            prezzi dei prodotti di almeno il
            10%, con un’attenzione particolare
            al settore alimentare, e l’attivazione
            di un sistema di monitoraggio sul
            territorio per verificare il rispetto
            dell’intesa.
            «Tale monitoraggio – aggiunge
            il comunicato diffuso da Adiconsum,
            Assoutenti, Cittadinanzattiva
            e Confconsumatori – si attuerebbe
            mediante l’attivazione di Osservatori
            prezzi comunali/provinciali, facilmente
            accessibili ai consumatori tramite
            telefono, fax e posta elettronica,
            che potrebbero essere istituiti
            presso gli stessi comuni e con la
            pubblicazione periodica degli esercizi
            commerciali e di distribuzione
            che, sulla base di appositi sopralluoghi
            a campione, abbiano dimostrato
            il rispetto oppure la violazione
            dei termini dell’accordo con le associazioni
            dei consumatori».
            Anche l’Intesa Consumatori
            scende in campo con un proprio
            piano d’azione. Adoc, Adusbef, Codacons
            e Federconsumatori ribadiscono,
            innanzitutto, la richiesta di
            un incontro urgente con il Governo
            per prendere iniziative concrete a
            vantaggio delle famiglie il cui potere
            di acquisto è stato «gravemente
            falcidiato» dai pesanti rincari di
            prezzi e tariffe.
            «Oltre a proposte, peraltro ampiamente
            pubblicizzate allo stesso
            Governo ed al Parlamento, su come
            si dovrebbe intervenire per abbattere
            le tariffe – si legge in una nota – per
            l’Intesa si rende assolutamente
            necessario pervenire ad un accordo
            di calmieramento dei prezzi di almeno
            cinquanta/sessanta prodotti di
            largo consumo delle famiglie accompagnato
            da severe verifiche,
            controlli e sanzioni».
            E, a sostegno di questi obiettivi,
            l’Intesa è intenzionata ad indire mo
            bilitazioni e manifestazioni pubbliche,
            in particolare scioperi dei consumi,
            sia generalizzati che mirati a
            prodotti specifici.
            Ma i consumatori non sono i
            soli a chiamare in causa Palazzo Chigi,
            per mettere fine alle polemiche
            IstatEurispes e per predisporre incentivi
            che ridiano fiato ai consumi.
            Così Marco Venturi, presidente di
            Confesercenti: «Credo che si debba
            fare chiarezza sul problema della
            crescita dell’inflazione: ho avanzato
            una richiesta al Governo per creare
            un gruppo di persone di grande prestigio,
            anche internazionale, in grado
            di dare risposte chiare sull’inflazione,
            un dibattito che ha dato troppi
            numeri, al di là di ogni credibilità».
            «La strada per avere un monitoraggio
            dell’inflazione e dei consumi
            più attento – continua Venturi – potrebbe
            essere quella di una rilevazio
            ne per le famiglie meno abbienti da
            parte dell’Istat, mirata ad avere uno
            spaccato di un preciso campione di
            cittadini».
            Infine, l’invito ad una reazione
            concertata fra tutti gli operatori economici:
            «Ci sono in questa partita
            le anime candide della produzione conclude
            il presidente di confesercenti
            - che si dicono assolutamente
            innocenti e scaricano la colpa, come
            fa Gianpaolo Galli di Confindustria,
            sui commercianti. Eppure i
            prodotti industriali dei beni finali
            di consumo alla produzione da ottobre
            2001 a 2002 segnano un +1,8%,
            il che ovviamente ha effetti sui dettaglianti
            e quindi sui consumatori.
            Per questo al di là delle polemiche è
            necessario trovare una linea comune
            per fronteggiare un’inflazione
            che blocca i consumi e pesa sull’intera
            crescita del sistema economico
            del Paese».