SCIOPERO COMMERCIO: PIENA PARTECIPAZIONE DEI LAVORATORI

20/12/2003

FILCAMS-Cgil
Federazione lavoratori commercio turismo servizi

Ufficio Stampa
www.filcams.cgil.it

20 dicembre 2003

SCIOPERO COMMERCIO: PIENA PARTECIPAZIONE DEI LAVORATORI

Ha registrato la piena partecipazione dei lavoratori lo sciopero per il rinnovo del contratto nazionale del commercio e del terziario.

Ieri, venerdì, l’astensione riguardava i magazzini della logistica (chi si occupa dei rifornimenti) e le aziende dei servizi terziari. Oggi, sabato, lo sciopero riguardava la grande distribuzione, iper e supermercati.

L’andamento generale della giornata di sciopero, dicono Filcams Fisascat Uiltucs, va da un 85% a situazioni in cui la partecipazione può essere del 35%, e tuttavia percentuale di adesione molto significativa. È il caso, per esempio, dei negozi di bricolage Leroy Merlin a Torino, dove la scarsa presenza sindacale non aveva mai consentito la partecipazione agli scioperi. La prima volta di Leroy Merlin è il risultato di una nuova e intensa fase di sindacalizzazione.

È significativo, a proposito della partecipazione allo sciopero, che il gruppo Auchan-Rinascente abbia diffuso una nota stampa in cui afferma che « ;le percentuali di adesione allo sciopero sono state tali da consentire la regolare apertura di tutti i suoi punti vendita».

Questa affermazione è singolare e denota grande nervosismo, poiché ; gli scioperi nella grande distribuzione agiscono in modo differente che non quelli nell’industria. In un grande magazzino è infatti sufficiente una quantità ridottissima di personale per assicurare l’apertura del negozio. E il personale a disposizione c’è, anche senza troppe forzature, basta utilizzare il lavoro precario come i contratti a termine e le collaborazioni. Vi saranno disservizi, code alle casse, banchi sguarniti, ma il negozio resta aperto. È sull’organizzazione del magazzino, sul rifornimento che si scarica il peso dell’astensione dal lavoro.

L’affermazione di Auchan-Rinascente dà dunque conferma dell’ ottima riuscita della giornata di sciopero.

Ma ora, per le federazioni sindacali, l’obiettivo è il confronto.

«Bisogna riprendere le trattative per rinnovare un contratto scaduto da 12 mesi – dice Ivano Corraini, segretario generale della Filcams –. La riuscita dello sciopero del 19 e 20 dicembre dimostra che le buone ragioni del sindacato messe sul tavolo della trattativa sono ampiamente condivise dai lavoratori del commercio.

«Contrattare le flessibilità necessarie per il lavoro, battersi contro le precarietà, affermare vecchi e nuovi diritti, realizzare un aumento del salario tale che rappresenti un’efficace difesa dall’ inflazione reale, sono obiettivi credibili su cui le parti possono trovare un’intesa con un negoziato serio e serrato.

«Il proseguimento della vertenza, invece, comporterà solo sacrifici per i lavoratori e disagi per i consumatori a cui saremo costretti a ricorrere se il negoziato non riprenderà in termini costruttivi».