Sciopero Carrefour il 27 e 28 gennaio le manifestazioni territoriali

26/01/2017
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Per contrastare il piano di ristrutturazione annunciato da Carrefour che coinvolge 500 lavoratori dichiarati in esubero e prevede la chiusura dei tre ipermercati di Borgomanero, Trofarello e Pontecagnano, Filcams CGIL, Fisascat CISL e UILTuCS confermano lo sciopero Carrefour del 27 e 28 gennaio; 2 giornate nelle quali si terranno iniziative a livello territoriale e davanti a diversi punti vendita.

“Una decisione grave ed incomprensibile da parte della dirigenza Carrefour”, afferma Fabrizio Russo, della Filcams CGIL, “a maggior ragione in una situazione di, seppur tenue, ripresa.”

“Nella fase più difficile per l’azienda”, sostiene Russo “i lavoratori e il Sindacato si sono responsabilizzati attraverso il ricorso diffuso agli ammortizzatori sociali, la rinegoziazione della contrattazione integrativa e la condivisione di misure nell’ambito dell’organizzazione del lavoro.”

“Con questa ultima presa di posizione da parte della multinazionale”, aggiunge Russo, “viene di fatto sancito il fallimento delle strategie aziendali rispetto alla situazione di crisi in cui versa il mercato distributivo, a partire dalla indiscriminata liberalizzazione degli orari di apertura, 365 giorni all’anno 24 ore su 24, dall’implementazione delle terziarizzazioni e dall’utilizzo dei voucher”.

Sciopero Carrefour

Venerdì 27 gennaio manifesteranno a Cagliari i dipendenti degli unici due punti vendita della Regione, cosi come si asterranno dal lavoro a L’Aquila.  Presidio anche a Terni davanti al centro commerciale di via del Bramante.

Sabato 28 gennaio si fermeranno i lavoratori di Roma e dintorni, con appuntamento alle 930 a piazza Montecitorio. Sciopero anche ad Ancona nell’unico punto vendita della regione che conta circa 110 lavoratori, e in Piemonte, con diverse modalità, a Novara, Cuneo e a Torino, dove il punto vendita di Trofarello rischia la chiusura, e sarà punto di ritrovo per i lavoratori del territorio. Anche a Massa Carrara, Lucca e Pisa, sarà il 28 gennaio la giornata di protesta, cosi come a Milano e Bergamo.

Sabato si ferma anche la Liguria, mentre in Emilia Romagna i territori avranno organizzazioni diverse potendo scegliere in quale giornata aderire alla mobilitazione.

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