Il Fatto Quotidiano – Sciopero ad Amazon, panico Black Friday (per i tacchini e non)

23/11/2017

Il Black Friday di quest’anno sarà una giornata di shopping ma anche di sciopero. I lavoratori del centro logistico Amazon di Castel San Giovanni (Piacenza) hanno deciso di incrociare le braccia proprio mentre – visti i mega-sconti – il colosso dell’e-commerce si aspetta un’ondata di acquisti online. A PROCLAMARE la mobilitazione sono gli addetti che passano almeno otto ore al giorno a preparare i pacchi da spedire in tutta Italia, costretti a rispettare tempi molto stretti per non inceppare la catena (i clienti “Prime ” ricevono la merce in un solo giorno). Guidati dai sindacati del commercio di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, si fermeranno dalle 6 del mattino di venerdì, per poi tornare al lavoro 24 ore dopo. Per primo, chiedono una migliore organizzazione di turni e mansioni, per salvaguardare la salute dei lavoratori. “Da noi –spiega Fiorenzo Molinari di Filcams Cgil –il lavoro è manuale e ripetitivo e il logorio ha conseguenze sull’apparato muscolo-scheletrico e incide anche sul piano psicologico”. Per i sindacati, c’è un’incidenza alta delle malattie professionali, che tra l’altro a volte portano al licenziamento di chi le contrae. Secondo il contratto collettivo nazionale, infatti, è possibile mandare a casa il lavoratore dopo 180 giorni di assenza per malattia. Difficile però tirare fuori un dato ufficiale: “I medici di base –afferma Francesca Benedetti della Fisascat Cisl – non denunciano le patologie professionali. Un po’ perché hanno paura, un po’ perché dicono che se un ragazzo ha 27 anni ed è in Amazon da solo un anno, non può essersi ammalato a causa del lavoro”. A Castel San Giovanni sono impiegate 1.800 persone a tempo indeterminato ma Amazon usa spesso lavoratori interinali per gestire i picchi di ordini, specie prima di Natale. Nei momenti di maggiore produttività si arriva anche a 4 mila. Lo sciopero di domani non dovrebbe quindi creare grossi disagi: all’azienda basterà recuperare i ritardi accumulati dalla mobilitazione chiamando, nei giorni successivi, personale dalle agenzie di somministrazione. I sindacati sperano comunque di sollevare il caso con uno sciopero simbolico proprio nel giorno del Black Friday, data con cui gli americani inaugurano lo shopping natalizio (e per Amazon vale un’intera settimana). C’È POI LA QUESTIONE economica. L’azienda – come ha ricordato in una nota di risposta alle accuse dei sindacati – applica regolarmente il contratto collettivo. Questo vuol dire, per chi per esempio è inquadrato al quarto livello, uno stipendio base di 1.590 euro lordi al mese. Le organizzazioni sindacali, però, rivendicano da oltre un anno un accordo aziendale che preveda premi di risultato. “Amazon Italia ha avuto una crescita enorme – scrivono i promotori dello sciopero –, i soldi da redistribuire ci sono. Soprattutto a fronte dei requisiti richiesti come gli straordinari obbligati e il lavoro notturno che nei picchi viene spalmato su sei giorni settimanali”.