SCIOPERO 26 MARZO: NEL COMMERCIO SARA’ PER L’INTERA GIORNATA

11/03/2004

FILCAMS-Cgil
Federazione lavoratori commercio turismo servizi

Ufficio Stampa
www.filcams.cgil.it

11 marzo 2004

SCIOPERO 26 MARZO: NEL COMMERCIO SARA’ PER L’INTERA GIORNATA

Sarà per l’intera giornata lo sciopero di venerdì 26 marzo nelle aziende della distribuzione commerciale, del terziario e dei servizi.

Le segreterie di Filcams Fisascat Uiltucs hanno deciso in tal senso per marcare in modo significativo la partecipazione del settore terziario allo sciopero generale di 4 ore proclamato da Cgil Cisl Uil «per una diversa politica economica e per lo sviluppo del Paese».

La decisione di portare a otto ore lo sciopero generale proclamato dalle confederazioni, dicono Filcams Fisascat Uiltucs, è dovuta dal fatto che «ad oggi tutti i problemi del rinnovo del contratto commercio, terziario, servizi sono aperti, nessuno escluso». «Siamo di fronte – aggiungono – a un contratto scaduto da 15 mesi. Al tavolo della trattativa Confcommercio e Faid (l’associazione delle aziende della grande distribuzione) hanno mantenuto posizioni rigide, in particolare sul mercato del lavoro. Pretendono orari ancora più flessibili di quelli attuali e un’ulteriore precarizzazione dei rapporti di lavoro. Sull’aumento salariale non hanno ancora avanzato alcuna proposta. Posizioni, quelle della controparte, che hanno già provocato una giornata di sciopero lo scorso 20 dicembre».

Nei volantini che pubblicizzano i motivi dello sciopero, e che saranno distribuiti anche ai clienti dei magazzini e non solo ai lavoratori, Filcams Fisascat Uiltucs scrivono: «Non chiediamo la luna! Chiediamo un aumento salariale di 107 euro, chiediamo di rendere il lavoro più stabile, regole precise per gli orari part-time e che la flessibilità sia regolata e contrattata, chiediamo di essere informati preventivamente quando l’azienda intende cedere a terzi lavorazioni».

«I commercianti – scrivono – si lamentano perché sono calati i consumi, ma l’unico modo per far sì che riprendano è aumentare i salari e rendere maggiormente stabili i rapporti di lavoro. I commercianti dimenticano che le entrate straordinarie venute dal cambio lira-euro hanno determinato un aggravio di costi a carico delle famiglie».

Una vasto programma di assemblee è previsto in tutto il settore per mobilitare i lavoratori attorno al rinnovo del contratto nazionale e alla necessità dello sviluppo.