Scioperi: tregua olimpica, ma non per tutti

30/01/2006
    domenica 29 gennaio 2006

    Pagina 14 – Economia & Lavoro

    Scioperi, scatta la tregua olimpica.
    Ma non per tutti

      Dal 31 gennaio al 23 marzo moratoria per trasporti, servizi e cultura. All’intesa non hanno aderito le sigle della galassia Cobas

        Roma
        Da martedì è «tregua» nei servizi pubblici, soprattutto nei trasporti, nei sevizi, nella cultura. Le maggiori organizzazioni di impresa e i sindacati, con alcune eccezioni, si sono impegnati a non farsi la guerra per garantire lo svolgimento dei giochi olimpici invernali. La moratoria durerà fino al 23 marzo. Quasi due mesi in cui il conflitto tra le parti opposte nelle vertenze dovrebbe essere messo al bando: l’unico giorno in cui sarà possibile scioperare sarà il 4 marzo, è infatti la data in cui i ferrovieri hanno spostato la loro protesta prima fissata per il 26 gennaio. I giochi olimpici si svolgeranno dal 10 al 26 febbraio, quelli paraolimpici tra il 10 e il 19 marzo: la tregua dura un po’ di più per consentire la preparazione e poi per smobilitare. Lo stop è bilaterale, se da un lato i sindacati si sono impegnati a non scioperare, le aziende hanno dato la loro parola che rinunceranno ad atti unilaterali.

          Tra le organizzazioni che non l’hanno sottoscritta c’è la Fnsi, il sindacato dei giornalisti. Il segretario Paolo Serventi Longhi ha scritto al sottosegretario Giani Letta per spiegare come la categoria viva «un momento di estrema tensione a causa delle grandi difficoltà nella trattativa per il rinnovo contrattuale con la Fieg». Questo significa che se il braccio di ferro con gli editori dovesse continuare, nel mondo dell’informazione potrebbe esserci un black out, olimpiadi o non. Non hanno riconosciuto il protocollo neanche le sigle della galassia cobas: Sincobas, Cnl e Sult. Il Sult ha molti aderenti in Alitalia e da domani darà via alle assemblee dei lavoratori «per valutare la situazione attuale e per decidere le iniziative da intraprendere». Com’è noto l’azienda è reduce da una protesta di una settimana di Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Unione Piloti che praticamente ha lasciato a terra quasi l’intera flotta. Dopo l’incontro a Palazzo Chigi i sindacati si sono impegnati a ridurre le azioni di lotta, tolti i blocchi restano i presidi. Ma hanno anche precisato che si tratta di una «tregua armata», sono cioè pronti a riprendere se la trattativa con l’azienda che inizia mercoledì non dovesse dare i frutti sperati. Il trasporto aereo è poi attraversato dalla vertenza che riguarda i dipendenti delle società aeroportuali alle prese con il rinnovo del contratto di lavoro. Assoaeroporti ha infatti comunicato che non aprirà le trattative e non corrisponderà l’indennità per il lavoro notturno se il governo non annullerà la legge sui requisiti di sistema. Se così fosse sarebbe Assoaeroporti a violare la tregua, ma i lavoratori potrebbero a loro volta rispondere con uno sciopero.

        fe.m.