Scioperi record a gennaio-febbraio

02/04/2002


 
Pagina 29 – Economia
 
Gli ultimi dati dell´Istat segnano un aumento delle retribuzioni stabile al 2,8 per cento nel mese scorso
 
Scioperi record a gennaio-febbraio
 
Le ore di stop aumentate del 1450%. L´inflazione ferma al 2,5%
 
 
 
Accornero: "Il ritorno del conflitto sociale mette a rischio la politica dei redditi"
Pezzotta: "Berlusconi deve chiarire cosa vuole fare per la ripresa del dialogo"
 
LUISA GRION

ROMA – Tornano gli scioperi, torna lo scontro sociale, il braccio di ferro fra aziende e lavoratori, il clima di tensione che accompagna tutti i periodi ad alta conflittualità. Per dirlo non serve né aspettare la manifestazione generale del 16 aprile, né affidarsi all´umore delle piazze: basta leggere i dati forniti dall´Istat.
Tra gennaio e febbraio di quest´anno ci sono stati 3,7 milioni di ore non lavorate, il 1.450 per cento in più rispetto allo stesso periodo dell´anno scorso. E nella stragrande maggioranza dei casi – nota l´istituto di statistica – non si è trattato di vertenze nate all´interno del rapporto di lavoro, ma di proteste «estranee», o meglio «politiche» (3,2 milioni di ore, l´ 87,2 per cento). Dietro il boom delle astensioni – che non ha pari a meno che non si risalga al 1994 – c´è dunque lo scontro frontale fra governo e sindacati. Oggi attorno alle modifiche dell´articolo 18, allora riguardo alle pensioni. In tutti e due i casi, ora come otto anni fa, con Berlusconi premier .
E pare sia solo l´inizio: la pace sociale che ha caratterizzato gli ultimi sei anni (nel ´95, ´96 e ´99 non c´è stata un´ora di sciopero al di là di quelle legate ai singoli rapporti di lavoro) sembra allontanarsi sempre più. Aris Accornero parla di situazione «allarmante». «Il governo ha tentato di dividere i sindacati e si è sbilanciato troppo verso la Confindustria – ha detto l´ esperto di relazioni sindacali – potrebbe saltare la politica dei redditi».
All´orizzonte, di fatto, c´è solo lo sciopero generale del 16 aprile, anche se da Savino Pezzotta, è arrivato un segnale di apertura. Il leader della Cisl infatti (sindacato che nel 2001 ha portato a casa oltre 33 mila iscrizioni in più rispetto al 2000 e che ha fatto lievitare il totale a 4. 117. 467) ha lanciato ieri un doppio messaggio. La conferma dello sciopero e dello stralcio dell´articolo 18, certo, ma anche il rilancio del dibattito sugli ammortizzatori sociali e la richiesta a Berlusconi di chiarire cosa intende fare per riaprire le trattative. «La nostra disponibilità rimane – ha detto Pezzotta– Siamo sempre stati disponibili, anche quando altre organizzazioni non si sono presentate. Il tavolo deve ripartire prima che si sfili. Ne chiediamo uno di negoziazione e di confronto in cui tutte le idee vengano rispettate. Se sono gli altri ad imporre, tutto diventa difficile».
Ma il quadro delle relazioni sindacali, in questo periodo, mette a fuoco anche retribuzioni ferme a febbraio rispetto al mese precedente pur in presenza di ritocco dell´inflazione mensile del 0,4 per cento (riguardo allo stesso periodo del 2000, invece, le buste paga sono aumentate del 2,8 per cento a fronte di un aumento del 2,5 nel costo della vita). Sempre sul tema, l´Istat segnala un´inflazione ferma a marzo al 2,5 per cento (più 0,1 su febbraio) e rivede le stime delle città campione (2,6%). Dato che sconforta il Cer: l ´obiettivo programmato per il 2002 (l´1,7 per cento), ha commentato l´istituto per la congiuntura, diventa ora più lontano e la questione non è da poco visto che, proprio sulla coincidenza fra dato reale e programmato, si fondano i contratti di lavoro.