Scioperare è terrorimo: lo dice Forza Italia

30/10/2003


  Interni




30.10.2003
Scioperare è terrorimo.
Lo dice Forza Italia
di 
Gigi Marcucci


 «Terrorismo scioperistico». È questa l’accusa che Renato Brunetta, economista ed eurodeputato di Forza Italia, gran frequentatore di talk show, lancia contro la Fiom-Cgil, impegnata nelle vertenze per i precontratti, le intese aziendali che di fatto correggono il contratto nazionale di lavoro siglato solo da Fim-Cisl e Uilm. «A questo punto», ha detto Brunetta, a Bologna per spiegare la riforma previdenziale, «non mi meraviglio che frange dell’eversione o terroristiche si possano infiltrare in un’organizzazione così fondamentalista». E ha invitato la magistratura «a prestare grande attenzione a certi comportamenti, che potrebbero sfociare in atteggiamenti eversivi nei confronti dello Stato».

Sulla stessa lunghezza d’onda Sandro Bondi, portavoce di Forza Italia. «Purtroppo – dice Bondi al “Maurizo Costanzo Show” – nel nostro paese c’è ancora una matrice ideologica che legittima la violenza politica. Non a caso nella sua intervista di oggi (pubblicata su Repubblica ndr)Sergio Segio teorizza la presenza delle Brigate rosse all’interno dei movimenti e dei sindacati». Il coordinatore di Fi premette che non vuole polemizzare con la Cgil e riconosce al sindacato il suo impegno «contro il terrorismo e per la democrazia», ma sostiene che «alcune presenze nella Cgil dovrebbero far riflettere.

Le parole di Brunetta, invitato dal gruppo consiliare regionale di Fi, hanno preceduto di poche ore quelle del vicepremier Gianfranco Fini, che intervenendo alla Camera durante il question time ha dato l’avallo del governo alla lettera con cui il ministro Carlo Giovanardi invintava il titolare degli Interni, Giuseppe Pisanu, a tutelare gli imprenditori emiliani, a suo dire «minacciati e ricattati dalla Fiom». Insomma chi mette in discussione l’accordo separato firmato escludendo il più rappresentativo dei sindacati dei metalmeccanici rischia, a sentirte gli esponenti della Cdl, un’accusa di associzione sovversiva.

Quella di Brunetta, secondo Danilo Barbi, segretario della Cgil Emilia-Romagna, è una «strategia della provocazione». Le sue dichiarazioni, ha spiegato, «sono talmente gravi che escludono una normale risposta. Mi viene il dubbio di trovarmi di fronte ad una vera e propria “strategia della provocazione”,per evitare che rimanga al centro dell’ attenzione del Paese,com’è in realtà, il confronto tra Cgil Cisl Uil ed il governo su Finanziaria e pensioni». «Sono in questo caso costretto a rammaricarmi del fatto che l’ immunità da europarlamentare di Brunetta impedisca la denuncia penale per affermazioni di evidente contenuto diffamatorio», ha concluso Barbi.

Attualmente la Fiom ha 1500 vertenze aziendali per i precontratti aperte in tutta Italia. I lavoratori coinvolti sono 350.000, gli aumenti salariali richiesti sono 120 e i 130 euro. Le intese già raggiunte in Emilia Romagna sono 150, di cui 50 nella sola Bologna. Molte di queste, spiegano alla Fiom, sono state firmate senza proclamare un solo minuto di sciopero. La lettera di Giovanardi è arrivata pochi giorni dopo che alla Bonfiglioli Riduttori, gioiello della meccanica bolognese, i carabinieri avevano identificato i delegati sindacali che presiedevano i cancelli. «Brunetta e Bondi farebbero bene a non confondere mai terrorismo e lotta sociale.

Il sindacato, e con esso quello dei metalmeccanici, è sempre stato schierato e ha sempre lottato contro il terrorismo, fin dagli anni di piombo, pagando anche il suo tributo di sangue per la difesa della democrazia nel nostro Paese», dichiara Cesare Damiano, della segreteria Ds, prendendo le difese della Cgil. «Le parole di Brunetta e Bondi – osservano i Ds – dimostrano lo scarso senso di responsabilità della destra, aumentano la tensione, non favoriscono un clima di necessario confronto e non fanno bene al paese» . Di «infamia e volgarità di carattere neofascista nell’attacco di Brunetta e Bondi a Fiom e Cgil» parla Oliviero Diliberto, segretario dei Comunisti italiani.

«Desidero esprimere alla Fiom ed alla Cgil tutta la mia solidarietà. Francamente – prosegue Diliberto – non meraviglia quasi più nulla di quel che affermano gli uomini di Berlusconi. Ma non è consentito a nessuno tentare di infangare la Cgil e la Fiom, che tanto hanno dato alla storia ed al prestigio del movimento operaio e sindacale ed alla battaglia contro il terrorismo». Intanto un gruppo di parlamentari del centrosinistra, primi firmatari il senatore Cesare Salvi e l’onorevole Alfiero Grandi, ha rivolto un appello pubblico a tutela delle iniziative della Fiom-Cgil, «dopo le gravi dichiarazioni odierne dell’onorevole fini». Hanno già aderito gli onorevoli Cento, Crucianelli,Diliberto, Fumagalli, Gianni, Giordano, Mussi e Rizzo, i senatori Boco, Bonavita, Paolo Brutti, Malabarba, Maritati, Pagliarulo, Pizzinato, Ripamonti, Villone e Vitali.