SCIOPERANO I LAVORATORI DEGLI APPALTI DI PULIZIA DEGLI ISTITUTI SCOLASTICI

15/11/2010

15 novembre 2010
Scioperano i lavoratori degli appalti di pulizia degli istituti scolastici
(LSU stabilizzati e lavoratori cd “appalti storici”)

A rischio 25mila posti di lavoro in tutta Italia

Drammatica la situazione per circa 25mila lavoratrici e lavoratori degli appalti di pulizia degli istituti scolastici (LSU stabilizzati e lavoratori operanti nei cd “appalti storici”), a causa della mancanza di fondi di finanziamento e dei tagli previsti dal Ministero dell’Istruzione, della Ricerca e dell’Università (MIUR).

La Filcams Cgil ha più volte lanciato l’allarme: “Siamo fortemente preoccupati per il destino di tutte le lavoratrici e i lavoratori di questi appalti, ad oggi, non si hanno notizie di eventuali proroghe o l’avvio delle gare.”

È per questo che la Filcams Cgil ha indetto lo sciopero nazionale per il 22 novembre prossimo, che revocherà solo nel caso in cui nell’incontro previsto per il 17 novembre, con il sottosegretario del Miur, arrivino al sindacato garanzie forti per il futuro e il completo ritiro delle procedure di mobilità aperte.

“Nonostante gli incontri svolti con gli uffici scolastici regionali” prosegue la Filcams “ durante i quali sono state fornite rassicurazioni sul proseguo dei contratti di appalto, abbiamo ricevuto notizie di una circolare emessa dal Miur da pochissimi giorni, che prevede ulteriori e pensanti tagli.”

Per gli
LSU (ex lavoratori socialmente utili) sono già 22 le ditte che hanno inviato alle organizzazioni sindacali la comunicazione dell’apertura delle procedure di mobilità, corrispondenti alla totalità della mano d’opera impiegata – quasi 14mila addetti – nelle pulizie delle scuole di ogni ordine e grado.
Stanno vivendo la stessa situazione altri 12mila lavoratrici e lavoratori impiegati negli appalti servizi di pulizia e attività ausiliarie (sorveglianza, custodia) cd “ appalti storici” impiegati anche nei nidi d’infanzia e scuole materne. Sono giunte in questi giorni le aperture delle prime procedure di mobilità. Per gli “appalti storici” la condizione è resa ancora più grave perché a partire dal 1 gennaio 2011 sono stati effettuati tagli del 25% sui contratti di appalto in essere da parte del Ministro dell’università e della Ricerca, tagli per i quali durante tutto il corso della primavera si sono tenute manifestazioni e scioperi territoriali e nazionali che avevano portato come risultato le proroghe dei contratti fino al 31.12.2010 e l’impegno da parte del Miur di attivare fin da luglio incontri per discutere le nuove gare di appalto che garantissero la continuità lavorativa e l’occupazione.