Scheda: norme per l’appalto nelle Imprese di Pulizia

POLITICA DEGLI APPALTI

APPALTO PUBBLICO E PRIVATO

E’ riferito ai soggetti contraenti. L’appalto privato è sottoposto alle norme del codice civile ed il committente è un soggetto privato oppure un ente pubblico economico che operi in regime di diritto comune.

L’appalto pubblico si ha quando il committente è lo Stato o un Ente Pubblico, che è tenuto al rispetto di leggi e procedure per la selezione delle imprese e l’individuazione di elementi di qualità del servizio.

E’ utile sottolineare che il committente resta totalmente estraneo al rapporto con i dipendenti dell’impresa, fatta eccezione per i diritti di credito vantati dai dipendenti nei confronti dell’appaltatore.

Infatti, l’art. 1676 del c.c. recita:

Coloro che, alle dipendenze di un appaltatore, hanno dato la loro attività per prestare il servizio, possono proporre azione diretta contro il committente per conseguire quanto è loro dovuto, fino alla concorrenza del debito che il committente ha verso l’appaltatore nel tempo in cui essi propongono la domanda.

Il committente privato, di norma verifica la rispondenza tra quanto dichiarato dalla impresa e la reale capacità di esecuzione del servizio affidato.

Al contrario, l’Ente appaltante è tenuto a rispettare le norme ed individuare gli elementi qualitativi rispondenti alle esigenze degli ambienti di lavoro predisponendo, per le gare di appalto:

1. una relazione tecnica riguardante il sistema organizzativo di erogazione dei servizi;

2. una relazione tecnica sulla caratteristiche delle attrezzature e dei prodotti utilizzati per il servizio;

      Relativamente al primo punto vanno indicati:

a) compiti, funzioni ed obiettivi del servizio;

b) presenze e ore di lavoro;

c) controllo e verifica di quanto proposto;

d) valutazione rischi aziendali – legge 626;

e) metodologia di intervento in caso di urgenza ed imprevedibilità.

      Sul secondo punto:

a) piano di lavoro funzionale all’organizzazione, compreso il numero di ore di presenza mensili e annuali per l’esecuzione del servizio;

b) criteri tecnico-operativi per la erogazione del servizio in relazione alle scelte di meccanizzazioni suggerite;

c) tipologia degli interventi di pulizia ordinaria e periodica presso tutti gli edifici indicati nel capitolato;

d) descrizione attrezzature utilizzate;

e) caratteristiche tecnico-chimiche dei prodotti utilizzati.

Le gare di appalto possono essere indette al massimo ribasso oppure sulla base dell’offerta economicamente più vantaggiosa.

Il DPCM 13- marzo 1999 n. 117 è stato emanato al fine di individuare gli elementi di valutazione e dei parametri di ponderazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa.

Le Amministrazioni appaltanti, per la base d’asta dovrebbero valutare le esigenze di natura estetica, igienica e funzionale e, per la determinazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa, dovrebbero considerare i seguenti elementi:

1. caratteristiche qualitative metodologiche e tecniche ricavate dalla relazione tecnica;

2. prezzo.

I fattori ponderali di valutazione rispetto al tipo di servizio richiesto possono variare per ciascuno dei due elementi dal 40% al 60%.

Ciò al fine di garantire un corretto rapporto tra prezzo e qualità ; della prestazione.

OBBLIGHI OFFERTA

L’offerta economica deve contenere l’analisi di composizione del prezzo proposto indicando:

Ø le qualifiche;

Ø il numero delle ore di lavoro;

Ø costo orario;

Ø costo dei macchinari, attrezzature , dei prodotti e delle spese per la stipulazione del contratto e per la sicurezza;

Ø il margine lordo di impresa.


POLITICA DEGLI APPALTI

IMPRESE DI PULIZIA

Dai dati della Camera di Commercio dell’ottobre 2001 per le imprese iscritte nelle liste che svolgono come attività primaria i servizi di pulizia e servizi integrati/multiservizi, risultano iscritte 36.726 imprese di pulizia con 20 tipi di società di diversa natura giuridica come da allegata tabella

1. Impresa individuale 62,71%

2. Società cooperative a r.l. 12 %

3. S.n.c. 8,32%

4. S.r.l. 7,51%

5. S.a.s. 5,86%

========

96,33%

Altre 15 categorie non hanno alcun valore indicativo come si deduce dall’ allegato prospetto

IMPRESE DI S ERVIZI suddivise per natura giuridica
Società in accomandita semplice
2.125
5,869%
Consorzio con attività esterna
19
0,05%
Soc. cooperativa a resp. illimitata
14
0,03%
Soc. cooperativa a resp. limitata
4.375
11,91%
Società consortile
2
0,005%
Consorzio
77
0,2%
Impresa individuale
23.034
62,7%
Soc. cooperativa consortile
1
0,002%
Cooperativa sociale
120
0,32%
Soc. con. coop. a resp. limitata
4
0.01%
Piccola società cooperativa
71
0,19%
Piccola società coop. a resp. limitata
501
1,36%
Soc. coop. a resp. limitata per azioni
13
0.035%
Società di fatto
209
0,57%
Soc. consortile a resp. limitata
28
0,076%
Società in nome collettivo
3.056
8,32%
Soc. consortile per azioni
5
0.013%
Società per azioni
812
0,49%
Società a responsabilità limitata
2.759
7,51%
Soc. a resp. limit. con unico socio
123
0,33%
Totale
36.726
100%

Appare evidente che la stragrande maggioranza delle imprese di pulizia ha la natura di ditta individuale con struttura e capacità economica limitata.

Le società per Azioni sono 182 pari allo 0,49 del totale.

Secondo la Federazione Europea delle imprese di pulizia, le aziende italiane risultano essere 8.000 ed impiegano 400.000 unità circa.

La stessa Federazione, evidentemente, non considera imprese il 78% delle aziende che svolgono questa attività, riconoscendo soltanto le s.a.s. 2.125, s.n.c 3.056 e s.r.l. 2.759.

L’elevato numero delle imprese e la loro dimensione ridotta è conseguenza di una realtà economica fatta di piccole e medie imprese, comprese quelle artigiane.

Da ciò deriva una forte parcellizzazione dei servizi che non sono appetibili da imprese fortemente strutturate con alti costi di gestione le quali non partecipano ad appalti inferiori ad un miliardo di ricavi.

La dislocazione numerica delle imprese nelle diverse regioni è la seguente:

Lombardia 20, 7%

Piemonte 8,8%

Campania 8 %

Lazio 7 %

Toscana 7 %

Sicilia 6,8%

Emilia Romagna 6,6%

Veneto 5,9%

Puglia 4,9%

Sardegna 4,6%

Liguria 4,4%

Calabria 3,5%

Abruzzo 2,5%

Marche 2,4%

Trentino A.A. 2 %

Friuli V.G. 1,8%

Umbria 1,3%

Basilicata 1,2%

Molise 0,6%

Valle D’Aosta 0,5%

L’anomalia delle regioni meridionali Campania, Sicilia, Puglia, Calabria, caratterizzata da una diffusa imprenditorialità, va letta in relazione alla funzione di ammortizzatore sociale che assumono gli appalti di pulizia che assorbono forza di lavoro espulsa dal settore industriale, soprattutto donne, per le quali la retribuzione corrisposta dalle imprese di pulizia rappresenta, a volte, l’unica fonte di reddito.