Scende l’inflazione: 2,9% a giugno

22/06/2001

Il Sole 24 ORE.com






    Congiuntura – Le prime città campione confermano il raffreddamento del costo della vita (era al 3% in maggio)

    Scende l’inflazione: 2,9% a giugno
    Italia sotto la media europea – In calo i listini petroliferi, in tensione gli alimentari – Bari (3,9%) la città più «calda»
    R.E.
    ROMA – L’inflazione torna sotto il 3 per cento. La nuova frenata del carovita registrata a giugno nelle città campione ha fatto infatti scendere l’aumento annuale dei prezzi al 2,9 per cento. Un dato inferiore rispetto alla media Ue prevista per giugno (3,2%), che conferma l’inizio del percorso di rientro dell’inflazione, dopo il picco del 3,1% toccato in aprile (a maggio c’era stata una limatura al 3%), sotto la spinta del caro-petrolio. Rispetto a maggio, infatti, i prezzi al consumo per l’intera collettività (tabacchi compresi) sono aumentati dello 0,2%, un livello contenuto rispetto a quanto era successo nei mesi precedenti. Le città dove i prezzi sono aumentati di più sono state Firenze e Milano, con rincari mensili dello 0,3 per cento. Seguono, con lo 0,2%, Bari, Palermo, Trieste, Venezia e Torino mentre a Perugia, Ancona, Napoli, Bologna e Genova gli aumenti sono stati limitati allo 0,1 per cento. Il capoluogo con il tasso più alto di inflazione è Bari, con il 3,9 per cento. Quello dove il carovita corre di meno è Milano, con il 2,8 per cento. Riguardo ai settori merceologici, dai dodici capoluoghi è venuta anche una novità: per la prima volta non sono diminuiti i prezzi delle telecomunicazioni, che finora erano sempre scesi sotto la spinta della concorrenza creata con la liberalizzazione del settore. Il capitolo non ha segnalato aumenti, ma i prezzi sono rimasti fermi sui livelli del mese precedente. I prezzi del capitolo trasporti, quello al centro del mirino per il caro-petrolio, sono cresciuti in maniera omogenea: sulle rilevazioni di giugno hanno pesato gli ultimi aumenti delle benzine di fine maggio anche se il contributo del settore dell’energia è stato meno preoccupante che nei mesi scorsi. Continuano poi a pesare sui prezzi dei generi alimentari i rincari provocati dall’effetto "mucca pazza". Le tensioni sono ancora presenti in particolare nelle città più grandi. In molte città sono aumentati i prezzi di alberghi e ristoranti, un fenomeno legato alla stagione turistica che però quest’anno è più forte che in passato. «I dati di ieri — dice Paola Guida di Unicredit — confermano che è iniziata la discesa dell’inflazione, che sarà agevolata dal calo dei prezzi del petrolio». Anche a giugno, sottolinea poi Guida, il tasso di inflazione italiano resta più basso della media di Eurolandia, che stima al 3,2 per cento. Un elemento positivo che però non deve far dimenticare che «il problema di competitività non è risolto», come dimostra la scomposizione degli ultimi dati sul Pil: a fronte di consumi stabili, le importazioni sono salite dell’1,6 per cento. «Un segno — sostiene Guida — che è venuta dalle aziende straniere più che da quelle italiane la capacità di offrire la risposta più conveniente ai bisogni dei consumatori». Infatti, le organizzazioni del commercio mettono in guardia da facili ottimismi e sottolineano ancora le incertezze legate all’euro e ai prezzi del petrolio. «Il rallentamento — afferma la Confcommercio — non appare di dimensioni tali da garantire entro fine anno il rientro su dinamiche prossime al 2%». E Confesercenti sottolinea le preoccupazioni legate «all’andamento altalenante dei prezzi dei prodotti petroliferi e di altri prodotti pagati all’origine in dollari». «È soprattutto in quest’ultima direzione che occorre mantenere alta l’attenzione — aggiunge Confesercenti — a cominciare dal bonus fiscale sui prezzi dei carburanti, in scadenza tra pochi giorni: eliminarlo vorrebbe dire riscatenare la corsa all’aumento dei prezzi; ribadirlo, portandolo anzi a 100 lire, potrebbe significare un duraturo arresto della dinamica inflazionistica». www.ilsole24ore.com/economia
    Venerdí 22 Giugno 2001
 
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